«Il Primo Tricolore per Giuliano Razzoli prima di Pechino»

È l’intero consiglio comunale di Reggio, su proposta della capogruppo di Alleanza civica Cinzia Rubertelli, che all’unanimità chiede al sindaco Luca Vecchi di conferire l’onorificenza a Razzoli

REGGIO EMILIA. Una copia del Primo Tricolore per lo sciatore reggiano Giuliano Razzoli, medaglia d’oro a Vancouver 2010, fresco di convocazione per le Olimpiadi invernali di Pechino 2022 dove, mercoledì 16 febbraio, sarà tra i protagonisti dello slalom speciale. È l’intero consiglio comunale di Reggio, su proposta della capogruppo di Alleanza civica Cinzia Rubertelli, che all’unanimità chiede al sindaco Luca Vecchi di conferire l’onorificenza a Razzoli con una cerimonia ufficiale prima della partenza per la Cina, dove le gare si svolgeranno dal 4 al 20 febbraio. Il Primo Tricolore, infatti, è simbolo di un popolo tenace che sa affrontare e vincere le sfide in ogni campo della vita e Giuliano Razzoli – rimarca la stessa Rubertelli – «ne è un fiero esempio, per i meriti sportivi e per la sua indiscussa tenacia».

La mozione verrà discussa nel corso del prossimo consiglio comunale, in programma lunedì 31 gennaio, e non c’è tempo da perdere se si vuole che – come accadde nel 2000 con la nazionale italiana di nuoto, che si era allenata a Reggio e aveva avuto in dono il Primo Tricolore e lo fece poi sventolare sul podio con Fioravanti e Rosolino – la nostra storica bandiera possa volare a Pechino e, magari, fare una gloriosa passerella sul podio dello slalom. Oltre a essere un meritato premio per lo slalomista di Villa Minozzo, il conferimento del Primo Tricolore all’olimpionico di Vancouver potrebbe dunque essere anche di buon auspicio, in vista dello slalom speciale più importante della stagione.


Una stagione che, dopo sei anni di risultati altalenanti e quasi sempre lontano dai migliori, in Coppa del mondo ha visto il “Razzo” tornare tra i grandi della specialità dei pali stretti.

Dopo un incoraggiante nono posto nello slalom d’apertura, disputato in Val d’Isère, Razzoli infatti è giunto settimo a Madonna di Campiglio e ancora nono ad Adelboden. Ma è stato a Wengen che il campione ha emozionato tutti, tornando sul podio (terzo) a distanza di sei anni dall’ultima volta, avvenuta sempre nella località svizzera nel gennaio del 2016. Ora, dopo le ottime prime manche di Kitzbühel e Schladming, è lecito sperare in una nuova impresa a Pechino.



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