Castellarano, beni di lusso e redditi modesti: scatta la confisca

Sigilli della Finanza su villa, case, garage e terreni dell’imprenditrice Patrizia Gianferrari per 9 milioni di euro di valore

CASTELLARANO. Una villa di lusso, case, garage. Terreni e compendi aziendali di società operanti nei settori immobiliare e del commercio all’ingrosso di materie plastiche. Sono i beni – del valore di nove milioni e sparsi tra le province di Milano, Rimini, Modena, Padova e Reggio Emilia – confiscati ieri dalla Guardia di Finanza di Reggio Emilia a Patrizia Gianferrari, imprenditrice originaria di Sassuolo e residente nel Comune a Castellarano.

La donna, 65 anni, è attualmente agli arresti domiciliari presso una casa di cura in provincia di Como e dal 1989 è stata coinvolta in diverse vicende penali, riportando numerose condanne definitive per reati di natura economico-finanziaria, contro il patrimonio, l’economia e la fede pubblica. Si parla di estorsione, minaccia, calunnia, falso ideologico e materiale, evasione ed elusione fiscale, truffa, bancarotta fraudolenta, anche con il ricorso a fatture per operazioni inesistenti. Tutti reati commessi anche in forma associativa tra l’Emilia-Romagna, la Lombardia, il Veneto, la Toscana e l’Umbria.


Il provvedimento di confisca eseguito oggi dai finanzieri del Gico (Gruppo investigazione criminalità organizzata) e disposto dal tribunale di Reggio Emilia rappresenta l’epilogo di articolate e complesse indagini condotte, ai sensi del Codice antimafia, sotto la direzione della procura reggiana.

Per gli inquirenti, di Gianferrari «spiccata pericolosità sociale”. Contro di lei, tanto da portare questo clamoroso provvedimento, pesa soprattutto «la marcata sproporzione tra i redditi, pressoché inesistenti, formalmente riconducibili alla donna e al suo nucleo familiare e il patrimonio immobiliare nella sua effettiva disponibilità, composto da beni di cui l’interessata aveva di fatto la piena disponibilità per interposte persone, fisiche e giuridiche», come riferisce l’agenzia Dire.

Nel 2018 Patrizia Gianferrari era stata condannata dal tribunale di Reggio a sei anni e otto mesi di reclusione per una serie di reati finanziari, in un’indagine in cui era coinvolto anche Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo Vito.

L’ultima condanna di cui si aveva avuta notizia è quella che risale al luglio dell’anno scorso: per documenti falsi per ottenere un prestito in banca era stata condannata a un anno e a un risarcimento all’istituto bancario di 20mila.

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