Scandiano: servizio civile, pochi candidati. L’allarme della Croce Rossa

Montecroci: «Solo 10 domande per 15 posti, in un anno l’interesse è crollato».  Il bando scade oggi a mezzogiorno: a rischio ci sono molti progetti e servizi

SCANDIANO. Preoccupa la mancanza di candidature per la copertura dei posti disponibili per il servizio civile. Oggi alle 12 scade il termine per candidarsi e molti progetti (che hanno una durata variabile tra gli 8 e i 12 mesi) non raggiungono il numero minimo di adesioni, mentre altri non ne hanno alcuna.

«La nostra situazione – affermava nei giorni scorsi Fabrizio Montecroci, referente del servizio civile per il comitato della Cri di Scandiano – non è fra le peggiori: per 15 posti, abbiamo a oggi 10 domande, ma bisogna considerare che durante il lungo iter per arrivare alla partenza dei progetti in aprile purtroppo potrebbero esserci alcune rinunce e questo è motivo di ulteriore preoccupazione. Questa diminuzione di interesse è ancora più evidente se si fa un confronto con gli anni precedenti in cui abbiamo sempre avuto molte più candidature rispetto ai posti disponibili. L’anno scorso ad esempio per i 15 posti abbiamo ricevuto 27 domande e questo ci ha permesso anche di fare colloqui con i ragazzi per capire le varie esigenze e assegnare i posti alle persone più adatte». Le candidature sono riservate ai giovani tra i 18 e i 28 anni; la remunerazione è di 444,30 euro al mese.


«Questa crisi di candidature colpisce la Cri anche a livello provinciale: su un totale di 92 posti, tra tutti i comitati coinvolti, vi sono solo 45 domande – prosegue Montecroci – Alcuni progetti ancora non ne hanno alcuna e questo succede anche per tante altri enti e associazioni che hanno messo a disposizione posti e progetti per il servizio civile, come lo stesso Comune di Scandiano, la Croce Verde di Reggio Emilia, Anpas, Istoreco ecc. Oltre a mettere a rischio la fattibilità dei progetti, con ricadute su tutta la comunità che viene privata di determinati servizi, un dato oggettivo della mancanza di candidature è il fatto che rimarranno nelle casse dello Stato le risorse economiche messe a disposizione per i giovani, che potrebbero in questo modo trovare una occupazione, anche se per un periodo limitato. Il servizio civile rappresenta anche una occasione per acquisire valori e principi spendibili anche dopo la conclusione dell’anno di servizio e fare un’esperienza di crescita personale e professionale. Basti pensare che tra i vantaggi del servizio civile c’è quello di avere vie preferenziali nei bandi pubblici come ad esempio accade per i vigili del fuoco che pubblicano bandi riservati solo a chi ha partecipato al servizio civile e questo purtroppo i giovani non lo sanno».

Sulle motivazioni alla base del calo delle domande si possono solo fare ipotesi. «Probabilmente può avere influito la situazione pandemica, ma non possiamo pensare che questo sia l’unico causa. Forse ha contribuito anche il fatto di avere a disposizione pochi mezzi da destinare alla divulgazione dei progetti: il servizio civile è infatti poco conosciuto. Infine non ci si deve nascondere che purtroppo lo scarso interesse nei giovani potrebbe essere dovuto alla bassa remunerazione o al fatto di dare la preferenza a scelte meno impegnative».

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