I reggiani a Roma si preparano al voto fra vertici con i leader e intese sperate

Oggi alla prima plenaria per l’elezione del Capo dello Stato parteciperanno anche i nostri parlamentari Incerti e Iori (Pd): «Mattarella ha già detto no al bis». Zanichelli (M5s) e Fiorini (Lega): «No a Draghi»

REGGIO EMILIA. Fra telefonate, riunioni serali in video collegamento con i leader di partito, biglietti del treno per arrivare a Roma e tentativi di sondare il pensiero degli altri schieramenti, anche per i parlamentari reggiani ieri è stata una vigilia del voto «piuttosto tesa».

Sia la senatrice Vanna Iori che la deputata Antonella Incerti (Pd), quando le raggiungiamo al telefono, stanno per partire per Roma. «Berlusconi ha sciolto la riserva pochissime ore fa – spiega Iori – e inevitabilmente si respira un clima di tensione. Noi fino a questo momento abbiamo lavorato per costruire un patto di Governo e spero, perché dirmi fiduciosa è ancora troppo presto, che avremo un presidente eletto non da una sola parte politica. Si deve lavorare a una doppia stabilità, quella del Colle, con un nome di alto profilo che unisca il Paese, e quella di legislatura».


Sui nomi però Iori, così come tutti gli altri suoi colleghi reggiani, non si sbilancia: «Il presidente Mattarella, salvo ripensamenti dell’ultimo momento, fino ad ora non ha dato segnali di voler tornare sui suoi passi dopo aver detto in tutti i contesti in cui ha potuto che non è disposto a prolungare in alcun modo il suo incarico. Rimane Mario Draghi. Senz’altro è una figura di riferimento e ho molto apprezzato il lavoro che è riuscito a fare fino ad ora, è uno scudo rispetto a molte nostre storiche debolezze. Ma proprio per questo va tutelato durante questa votazione, una sua uscita di scena avrebbe dei contraccolpi pesanti». Insomma, per tradurre: cerchiamo di non fargli fare la stessa fine di Prodi e di assicurarci che, se proposto, ci sia la maggioranza dei voti più ampia possibile.

Dello stesso avviso anche la sua collega di partito: «Il nome di Draghi va protetto – conferma Antonella Incerti – anche perché stiamo parlando di una personalità di assoluto spessore che non va sprecata, un uomo tenuto in grande considerazione anche a livello internazionale». Il momento, continua la deputata Pd, «è molto delicato. Il clima è di preoccupazione, intesa come senso responsabilità: dobbiamo dare una risposta agli interessi del Paese ed è questa la bussola che ci deve guidare».

E se al «toto-nomi non mi presto», netta è invece la posizione su un eventuale Mattarella Bis: «Il Capo dello Stato, che ringraziamo per il grande senso istituzionale e per la passione con cui ha guidato il Paese, ha chiarito di voler fare solo un settennato e non può essere tirato per la giacchetta».

Inserito nella frenetica attività pre-voto anche Davide Zanichelli, deputato guastallese del Movimento 5 stelle: «Fra poche ore abbiamo una riunione con Giuseppe Conte – spiegava ieri – e tutti siamo stati concordi nell’affidare le trattative a lui, visto quanto si è dimostrato capace in questi anni. L’urgenza adesso è trovare un nome che sia in grado di superare la segretezza del voto, non credo che si riesca ad arrivare a un’elezione già durante la prima giornata ma occorre un profilo con un consenso ampio, altrimenti si rischia di far la fine di Prodi».

Profilo che per Zanichelli non può essere né quello di Mattarella: «Riproporlo credo sia una forzatura, serve qualcosa di nuovo». E che non può essere Draghi: «Secondo noi è bene che continui a stare a Palazzo Chigi, fra milioni di italiani ci sono molte altre figure valide e con il background giusto».

Convinta che Draghi debba rimanere al suo posto anche Benedetta Fiorini, deputata della Lega: «Crediamo sia importante che possa continuare a svolgere il ruolo di presidente del Consiglio per portare a termine e mettere a terra i progetti del Pnrr e operare per cercare di scongiurare i folli aumenti dei costi energetici che stanno mettendo in ginocchio famiglie e imprese».

Dopo aver ringraziato profondamente il «presidente Mattarella per l’equilibrio tenuto nelle più significative crisi che il Paese ha attraversato», Fiorini racconta poi con emozione il programma della giornata di oggi: «Per il rispetto che nutro per le istituzioni, già essere membro del Parlamento rappresenta un alto dovere che richiede ogni giorno, senza se e senza ma, impegno, devozione, sacrificio, presenza e attenzione. Quando domani (oggi, ndr), come previsto dalle operazioni di voto, attorno alle 17.30 sarò chiamata ad apporre il nome nel segreto dell’urna come deputato grande elettore, darò il mio contributo alla storia d’Italia. Per questo sento forte l’onore, il privilegio e il peso della responsabilità».

Nessuno sbilanciamento, infine, su eventuali nomi da proporre. Ma la linea di indirizzo è chiara: «Come Lega, in Parlamento e nelle istituzioni locali abbiamo sempre rappresentato i problemi reali del Paese. Ora abbiamo l’opportunità di gettare le basi per un balzo in avanti collettivo e il centrodestra è al lavoro nella certezza che, nell’interesse del Paese, da sinistra non arrivino veti come avvenuto fino a ieri ma ci sia la massima convergenza su un profilo di altissimo livello da noi proposto. Un presidente, uomo o donna, che con il suo ruolo di garante delle tre funzioni fondamentali dello stato, quella legislativa, quella esecutiva e quella giurisdizionale, operi a tutela del Paese, della Costituzione e di tutti».

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