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Reggio Emilia, parrucchieri alle prese col green pass: «Ci adeguiamo, preoccupati dai contagi»

Obbligo della certificazione base per accedere ai servizi alla persona. Già pronti i reggiani: «Speriamo di non perdere clienti»

REGGIO EMILIA. Ormai da qualche giorno è entrato in vigore l’obbligo di green pass base per accedere ai servizi alla persona tra cui saloni di acconciatura, tatuatori e piercer, centri estetici, toelettatori e lavanderie.

L’obbligo sarà in vigore fino al 31 marzo mentre l’accesso a queste attività sarà consentito solo ai clienti che hanno effettuato la vaccinazione, che sono guarite dal Covid 19 o che hanno eseguito un test antigienico rapido o molecolare con esito negativo. Una novità a cui gli esercenti reggiani si stanno adeguando in fretta, soprattutto per quanto riguarda l’organizzazione dei controlli. «Siamo contenti del fatto che si continui a proseguire verso la strada della prevenzione e della responsabilità – ci spiega Liana Ruggeri di “Zeobaldi Parrucchieri” –. Per noi i clienti sono tutti uguali, indipendentemente dal fatto che abbiano deciso di vaccinarsi o meno. Tuttavia è nostra premura lavorare in sicurezza, per rispetto di tutti i nostri clienti».


All’ingresso del salone, la Ruggeri controlla il green pass ai clienti, fa igienizzare loro le mani e misura la temperatura. Prassi ormai conosciute, dopo due anni di pandemia, ma che non tutti sembrano mettere in atto. «Alcuni clienti che hanno deciso di non vaccinarsi hanno spostato tutti gli appuntamenti qualche giorno prima che entrasse in vigore l’obbligo del green pass – prosegue la Ruggeri –. Mi dispiace avere clienti in meno ma mi rendo conto che ogni misura per controllare il virus sia necessaria per uscire da questa situazione il prima possibile».

Anche Alain Sierra, socio del centro estetico Whynot Beauty di Pieve Modolena, racconta la sua opinione riguardo le nuove misure di prevenzione anti Covid: «Se avessi potuto scegliere, non avrei deciso di estendere l’obbligo del green pass anche ai centri estetici e ai saloni di acconciatura. Se in questi due anni non è stato obbligatorio, perché decidere di cambiare direzione proprio adesso? Ovviamente noi rispettiamo tutte le regole del caso e controlliamo tutti i clienti ma quello che mi preoccupa di più è il costante aumento dei contagi».

La preoccupazione di poter perdere dei clienti sembra essere un tema condiviso tra colleghi: «Non credo che sia il green pass in sé a farci perdere clienti, alla fine si tratta di una regola che non abbiamo deciso noi. Ma se i contagi dovessero continuare a salire come in questo periodo, ammetto che ho molta paura», conclude Sierra.

Anche Massimiliano Bianchi ed Elena Tamagnini, proprietari del centro di acconciature Max&Elena parrucchieri di via Fratelli Cervi, raccontano di essere sempre dalla parte delle regole: «Noi siamo entrambi vaccinati. Con questa scelta abbiamo deciso di proteggere noi stessi e i nostri clienti. Per noi tutti i clienti sono uguali, ognuno decide liberamente ciò che ritiene più giusto per se stesso ma è importante che i nostri clienti capiscano che se chiediamo loro il green pass non è perché non ci fidiamo ma perché le regole vanno rispettate».

Oltre alla procedura di controllo della certificazione verde, Bianchi e Tamagnini spiegano di aver sempre seguito alla regola le disposizioni di pulizia e igiene del loro locale: «Noi disinfettiamo e laviamo tutto, costantemente. Anche le spazzole».

Insomma, nonostante qualche piccola preoccupazione i lavoratori del settore si danno da fare per rispettare le regole stabilite e per far sì che i clienti possano concedersi un momento di relax in piena sicurezza. Si tratta di una situazione che potrebbe far perdere alcuni clienti alle attività di questi settori ma necessaria per far sì che i numeri dei contagi scendano, in modo da avvicinarci sempre più alla normalità.