Il caso di Rubiera: «Caro-bollette nel ristorante dovrò ridurre il personale»

Giuseppe Castano: «7.950 euro di luce e 1.800 di gas, così non copro le spese Avevo già chiuso un locale a causa della pandemia, lasciando a casa 15 persone»

RUBIERA. «Ho già chiuso un locale per la pandemia, lasciando a casa 15 persone. E rischia anche il secondo locale, dopo una bolletta della luce di oltre 7.900 euro, perché non riesco a pagare le spese fisse». Non usa mezzi termini, Giuseppe Castano, titolare del ristorante “La Corte 3.0” di Rubiera. Una bolletta salata che va a colpire un esercente facente parte di una categoria che, con lo sbocco della pandemia, non se la sta di certo passando bene. Ma proteste analoghe in questi giorni sono arrivate da tanti imprenditori, compresi quelli del ditretto ceramico.

Il 18 gennaio scorso al ristorante e sala ricevimenti “La Corte 3.0” di via Brunelleschi è arrivata la stangata da parte del fornitore di energia elettrica. «Il totale della bolletta è di 7.949,75 euro. Una cifra-monstre». Una cifra da pagare entro il 3 febbraio per non avere ulteriori aumenti.


«Purtroppo – continua la protesta indignata di Giuseppe Castano – sono costretto a fare bene i conti e a ridurre, se necessario, anche il personale, altrimenti non riesco a stare nelle spese».

C’è rabbia e rammarico nelle parole del ristoratore originario della Sicilia, che assieme ai fratelli ha realizzato proprio nella Città del Forte il proprio sogno da bambino: aprire un ristorante. Prima la pandemia gli ha fatto chiudere un locale sulla via Emilia. Con il nuovo anno, oltre alla pandemia, si è aggiunto il “caro bollette”. Tutti “fastidi” che stanno davvero mettendo a dura prova Castano.

«Pensate che ho dovuto dire al proprietario delle mura di avere pazienza – confessa il ristoratore con ulteriore rammarico alla Gazzetta di Reggio – perché, questo mese, non riesco a pagargli l’affitto».

Di questo passo, con il “caro bollette” che si è abbattuto sul nostro Paese, Giuseppe Castano ha seriamente timore di dover lasciare a casa ben 20 persone. «Non ci rientro più davvero. È una situazione molto triste. Già ho ridotto il numero dei posti a sedere del 50%, poi mi sono adattato al rispetto di tutte le regole. Adesso anche questa è davvero difficile da mandare giù».

Nel dicembre scorso, sempre al ristoratore rubierese, era arrivata un’altra bolletta che, lui stesso, reputa molto salata. «Il mese scorso – spiega Giuseppe Castano – mi è arrivata una bolletta di 5.389 euro. Stiamo tutti lavorando di meno, queste sono spese eccessive che fanno rabbia e creano indignazione».

Una indignazione evidente soprattutto del settore della ristorazione. Castano ha dovuto letteralmente spegnere le luci alla sua sala ricevimenti, presente all’interno del ristorante, che conta oltre 120 posti a sedere. Non solo luce, però. Il “caro bollette” – per il quale è stato chiesto da più parti l’intervento ai piani alti della politica – riguarda anche il gas. Su questo punto Giuseppe Castano ha voluto anche puntualizzare: «Anche di gas ho dovuto pagare ben oltre 1.800 euro di bolletta solo per i consumi della mia cucina».

Quasi 10mila euro di spesa, insomma, per luce e gas che costringono il ristoratore – in attesa di risposte e interventi dal governo – a fare bene i conti per continuare a gestire la propria attività.



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