Spari in piazza, la pm Galli chiede 14 anni Lombardi si scusa, vuole incontrare i feriti

Le sette parti civili chiedono 190mila euro di danni. I due difensori: «Sparò per paura, la pena va limitata di molto»



reggio emilia. Si avvicina alla sentenza una vicenda che sconvolse la nostra città: il 44enne Gaetano Lombardi la sera del 17 ottobre 2020 sparò in centro e ferì sette ragazzi.


Da allora lo sparatore è in carcere e ieri – in apertura dell’udienza preliminare con rito abbreviato (quindi con sconto di pena di un terzo) – ha preso la parola. Atteggiamento remissivo, spesso con la testa bassa, il 44enne ha voluto chiedere scusa ai ragazzi feriti (non presenti però in aula), ai loro genitori e alla comunità reggiana. Poi si è detto disponibile ad incontrare i giovani nel caso loro accettassero, il che rientrerebbe in un percorso di giustizia riparativa. Ciò avverrebbe alla cooperativa L’Ovile.«È un momento extragiudiziale – spiega a fine udienza il difensore Liborio Cataliotti – ma i verbali degli incontri possono poi essere presi in considerazione dal giudice». Vedremo se questo avverrà.

Per circa un’ora si è poi articolata la requisitoria della pm Laura Galli: ha ripercorso con puntiglio la vicenda, inquadrandola come un fatto molto grave che poteva avere effetti mortali se solo le inclinazioni dei colpi (9 quelli esplosi consecutivamente) fossero state diverse. Da qui la richiesta di una pena esemplare per tentato omicidio plurimo (con l’aggravante dei futili motivi, rimarcando anche la recidiva per due precedenti penali ), lesioni gravi, ricettazione e detenzione abusiva di arma. Accuse confluite in una richiesta di 14 anni di carcere. Su questa scia le arringhe delle parti civili. L’avvocato Giacomo Fornaciari – che tutela 5 ragazzi – ha chiesto una provvisionale di 90mila euro (graduata a seconda della gravità delle ferite): «Lombardi ha cambiato tre volte versione, enfatizzando la prima lite, parlando di mani addosso, di essere stato buttato a terra e preso a calci. L’ambulante ha detto di aver visto solo delle persone che si azzuffavano e l’imputato il giorno dopo, nell’interrogatorio, non aveva un graffio. E non è in discussione che si tratti di tentato omicidio, sparava avvicinandosi ai ragazzi che scappavano». Stessa richiesta provvisionale (50mila euro) dalle altre due parti civili, tramite le avvocatesse Francesca Basco e Federica Medici. Per un’ora e mezza hanno infine tenuto banco le difese. L’avvocato Giovanni Bianco ha inquadrato il fatto nel reato meno grave di eccesso di legittima difesa, riferendosi alla testimonianza di una guardia giurata che dice di aver visto dei ragazzi prendere a calci Lombardi a terra che ha avuto una reazione emotiva dalla paura e non per vendetta, inoltre (riferendosi ai filmati) non è andato a casa a prendere l’arma. L’avvocato Cataliotti aggredisce le accuse in punta di diritto. Esclude i futili motivi («Lombardi si è sentito aggredito e provocato»), ma anche la recidiva («Sono due condanne patteggiate, estintesi perché nei 5 anni successivi non ha avuto problemi giudiziari»), ritenendo che si possa tutt’al più parlare di un solo tentato omicidio («Un unico ferito grave, gli altri lievi»). Infine l’attenuante del corretto comportamento processuale. Valutazioni difensive che portano alla richiesta di una drastica riduzione di pena. Il 3 febbraio, dopo le repliche, il gup Silvia Guareschi darà il suo verdetto.

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