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Obbligo green pass anche nei negozi. L’ira dei tabaccai di Reggio Emilia: «Improponibile»

Da oggi sarà necessario per accedere ai servizi alla persona. Gli acconciatori: «Va bene tutto purché non ci chiudano ancora»

REGGIO EMILIA. Da oggi sarà necessario avere il green pass base (che si ottiene con avvenuta vaccinazione, guarigione dal Covid o tampone antigenico o molecolare con esito negativo) per accedere a saloni di acconciatura, centri estetici, nonché tatuatori, toelettatori e lavanderie. L’obbligo sarà in vigore fino al 31 marzo. Dal 1° febbraio toccherà alla maggior parte degli altri negozi adottare le stesse regole.

In queste ore è in via di definizione la lista delle attività commerciali che continueranno a essere a ingresso libero: oltre ad alimentari, farmacie e sanitari, ci sarebbero anche i negozi di ottica, quelli dove si acquistano pellet o legna per il riscaldamento, quelli in cui si trovano articoli per gli animali, così come i benzinai e le edicole all’aperto.


TABACCAI

Esclusi da questa lista sembrerebbero essere i tabaccai. «Nelle tabaccherie italiane entrano ogni giorno 13 milioni di persone, circa 250 persone per ogni rivendita. Sarà un vero problema controllare il green pass a ogni cliente, speriamo che il Governo ci ripensi», è il duro commento di Giovanni Risso, presidente nazionale della Federazione italiana tabaccai (Fit). A nutrire la stessa speranza è Luca Fornaciari, presidente provinciale della Fit Reggio Emilia: «Questo obbligo ci metterebbe in seria difficoltà. Nelle tabaccherie entrano tantissime persone e spesso i tabaccai sono da soli dietro il bancone. Abbiamo il plexiglass, facciamo entrare pochissimi clienti per volta... metterci a controllare anche il green pass è qualcosa di improponibile. Le persone che entrano in tabaccheria prendono le sigarette e nel giro di trenta secondi sono fuori, paradossalmente le terremmo molto di più dentro se controllassimo il green pass. Qui non è come al ristorante o al bar, dove le persone si accomodano, aspettano, hanno tempo: in tabaccheria ci sono orari di punta in cui bisogna solo correre. E mi immagino la fila di persone che si formerebbe fuori». Dopo essere stati reputati prestatori di servizi essenziali nel primo lockdown, rimanendo sempre aperti, ora i tabaccai sono amareggiati: «Chiederci di controllare i green pass significa non conoscere il nostro lavoro. Speriamo che il Governo accolga il nostro esposto e cambi idea, se andranno avanti per questa strada ci metteranno in crisi».

CENTRI COMMERCIALI

Saranno esentati dall’obbligo di green pass i mercati all’aperto e i commercianti ambulanti, mentre per i centri commerciali si valuta la possibilità di lasciare libero l’accesso agli ipermercati e alle farmacie ma non agli altri negozi. «Non sarà semplice per gli operatori e richiederà ulteriore impegno, ma questa eventualità non ci spaventa – commenta Simone Priori, direttore del centro commerciale I Petali – ormai siamo rodati. Come stiamo facendo da tempo per la ristorazione, saranno i singoli punti vendita a controllare il green pass, mentre l’accesso alla galleria sarà libero. Siamo certi che operatori e clienti si abitueranno velocemente, come hanno sempre fatto finora dimostrando grande responsabilità. Se le nostre vendite non hanno subìto cali è anche perché le persone riconoscono l’impegno e l’attenzione posti a rispettare le regole anticontagio e considerano il nostro centro commerciale un luogo sicuro. Speriamo di raggiungere presto il picco, in modo che i contagi possano calare: a quel punto comunicheremo una serie di novità, tra cui delle promozioni pensate per coccolare i nostri clienti in questo momento complicato».

ACCONCIATORI

Nemmeno gli acconciatori sono preoccupati: il sentimento unanime è prevenire i contagi e continuare a lavorare. «La maggioranza della categoria vede di buon occhio questa misura perché utile a scongiurare possibili chiusure», spiega Andrea Guerrieri, presidente acconciatori Cna Reggio Emilia e coordinatore dei presidenti dell’Unione Cna Benessere e Sanità. Gli operatori si sono già organizzati per effettuare i controlli, ma soprattutto per avvisare in anticipo la loro clientela tramite tutti i canali disponibili: whatsapp, sms e social, cartellonistica esposta in vetrina e tramite i canali dell’associazione.

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