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Nidi e scuole d’infanzia comunali di Reggio Emilia in piena emergenza: «Mai così tanti contagi»

In quarantena 23 sezioni. Cinque gli insegnanti positivi. Nando Rinaldi, direttore dell'Istituzione scuole e nidi: «Servizio garantito a chi non ha avuto contatti»

REGGIO EMILIA. Ventitré sezioni in quarantena, con i contagi che aumentano di giorno in giorno e non accennano a fermarsi. Nel giro di pochi giorni la situazione nei nidi e nelle scuole dell’infanzia comunali si è complicata, e di parecchio. Basti pensare che la scorsa settimana le sezioni in quarantena erano 22 in tutta la provincia. «L’evoluzione è di ora in ora – commenta Nando Rinaldi, direttore dell’Istituzione scuole e nidi d’infanzia comunali di Reggio – dallo scorso venerdì i casi non hanno fatto che aumentare. Non ci siamo mai trovati in un’emergenza come questa, speriamo di raggiungere presto il picco».

Ieri erano 17 le sezioni in quarantena (di cui 14 nella scuola d’infanzia e 3 nei nidi), ma oggi il provvedimento raggiungerà altre quattro sezioni della scuola d’infanzia e due di nido, per un totale di 23 gruppi-classe.


Come stabilito dagli ultimi regolamenti, la quarantena riguarda i bambini che sono stati in contatto con il positivo o i positivi nelle 48 ore precedenti la comparsa dei sintomi o l’effettuazione del tampone, mentre il personale vaccinato con tre dosi può continuare a lavorare rispettando un periodo di autosorveglianza e indossando la mascherina Ffp2.

«Questo ci permette di tenere aperte le sezioni – spiega Rinaldi – e accogliere a scuola i bambini che, per assenze, non sono mai entrati in contatto con un positivo. Dall’inizio della pandemia il nostro obiettivo è sempre stato quello di garantire il servizio e permettere ai bimbi di frequentare i nidi e le scuole d’infanzia. Anche in questo caso, grazie alla collaborazione e all’impegno del personale, ci stiamo riuscendo». Al momento, anche grazie alle vaccinazioni, solo cinque insegnanti risultano positive.

«Noi continuiamo a mantenere alta l’attenzione e a rispettare tutte le procedure sanitarie introdotte fin dall’inizio della pandemia – dice Rinaldi – sperando di raggiungere presto il picco e poter tornare a una situazione gestibile. Visto il momento, poi, abbiamo deciso di sospendere le sezioni in cui sia stato registrato un positivo accertato anche prima della comunicazione dell’Ausl. Questo perché spesso la positività viene trovata con tamponi molecolari fatti privatamente o con tamponi antigenici fatti in farmacia, e poi la notizia, giustamente, viene diffusa tra i genitori tramite canali non ufficiali, come le chat, prima che l’Ausl emetta provvedimenti. È una precauzione in più». Al momento non si prevedono riduzioni del servizio o chiusure anticipate, almeno non generalizzate. «Ma se la situazione dovesse aggravarsi agiremo puntualmente scuola per scuola», conclude Rinaldi.



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