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San Polo, cinghiali investiti e poi portati via: «Reato e pericolo per la peste suina»

Non solo tanti recuperi dovuti alla loro massiccia presenza. Ivano Chiapponi: «C’è chi li carica e poi se li porta a casa»

SAN POLO Decine di interventi per il recupero di cinghiali investiti dalle auto: trenta in tutto i recuperi di cinghiali investiti in provicia di Reggio Emilia nel corso del 2021. A raccontare la situazione della presenza degli ungulati nei pressi di cittadine e strade frequentate è il lavoro di Ivano Chiapponi e della sua squadra, incaricati dagli enti preposti ai recupero dei selvatici. Ed è dal suo osservatorio privilegiato che denuncia episodi sempre più frequenti: «Di fronte a un cinghiali investito e morto, c’è chi lo carica e se lo porta via».

A qualcuno potrà non sembrare grave, considerando che si tratta di animali cacciati legalmente. Ma è proprio questo uno degli aspetti rilevanti della questione, benché non il solo. Sullo sfondo c’è un’emergenza sanitaria che a livello nazionale e mondiale si sta imponendo: il diffondersi della peste suina africana. «Siamo di fronte a un reato, ma anche a un pericolo» sottolinea Chiapponi.


Per il momento, il ministro della Salute Roberto Speranza, assieme al collega delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, hanno firmato un’ordinanza che riguarda solo Piemonte e Liguria: stop all’attività venatoria in un’area che coinvolge 114 Comuni.

L’obiettivo è contenere la malattia. E anche le Regioni limitrofe, Emilia-Romagna compresa, sono in allerta. In accordo con le Regioni Lombardia e Toscana, e sulla base delle indicazioni dell’Unità di crisi nazionale del ministero della Salute, l’Emilia-Romagna ha emanato un primo provvedimento tramite un’ordinanza a firma del presidente Stefano Bonaccini e ha sospeso alcune forme di caccia al cinghiale nelle due province più a rischio: Piacenza e Parma.

Inoltre, viene intensificata e rafforzata la sorveglianza sul cinghiale anche attraverso l’esecuzione di battute di ricerca attiva delle carcasse, si incoraggia e accelera le macellazioni dei suini negli allevamenti familiari, si intensifica e rafforza la vigilanza sulle movimentazioni degli animali sensibili e la vigilanza e verifica delle condizioni di biosicurezza degli allevamenti.

«Ho segnalato questi episodi ai carabinieri forestali – va avanti Chiapponi – L’altro giorno mi hanno allertato per un recupero in zona Rubbianino, ma prima che arrivassimo un furgone azzurro lo aveva caricato e portato via».

Inoltre, è bene sottolineare che portare via un cinghiale (o un altro animale selvatico) trovato morto lungo la strada o nei campi rappresenta anche un reato. «Furto ai danni dello Stato» evidenzia Chiapponi. E dunque, se identificati, si rischia di doversela vedere anche con l’autorità giudiziaria.

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