Nicola Bertinelli resta ma «non farà più quel formaggio»

Il presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano dovrà interrompere la produzione de “Il Senza”. Catellani: «Ma vale per tutti, basta zone d’ombra e similari»

REGGIO EMILIA. Nicola Bertinelli resta ma il suo formaggio “Il Senza” deve sparire. Non solo: se altri consiglieri hanno in casa prodotti similari al re dei formaggi, devono a loro volta fermarne la produzione una volta per tutte. A calare la scure è stato il Cda del Consorzio del Parmigiano Reggiano, che ha assolto il presidente dopo il caso sollevato dalla trasmissione Report sul presunto formaggio similare prodotto in concorrenza con il re dei formaggi. «Non esiste alcuna violazione delle norme dello statuto in quanto il formaggio “Il Senza”, prodotto dall’entrata in carica del presidente, non appartiene alla medesima categoria merceologica della Dop Parmigiano Reggiano» è la formula usata nella nota emessa dal Consorzio al termine del Cda.

Ma la sostanza è che Bertinelli resta al suo posto ma non il suo formaggio “Il Senza” che dovrà essere venduto tutto entro sei mesi.


Il formaggio prodotto con caglio vegetale e ritenuto inizialmente da alcuni un similare in concorrenza col Parmigiano, ha quindi la data di scadenza definitiva, posta dai consiglieri nel difficile Cda di due giorni fa. «Nessun colpo di spugna sui similari da parte del Consorzio: è stato fatto invece valere lo statuto nella sua interezza. È stato messo in chiaro che l’articolo 27 e 37 devono e dovranno essere rispettati, da tutti» mette in chiaro Giovanni Catellani, presidente della Nuova Latteria Fontana e della Latteria sociale San Giovanni della Fossa, consigliere del Consorzio in qualità di presidente della sezione reggiana e voce della cooperazione rossa reggiana.

Un pezzo da novanta che ha deciso di rompere il silenzio per fare chiarezza sul caso dei formaggi similari che ha travolto non solo il presidente Bertinelli, bensì l’immagine di tutto il mondo del Parmigiano Reggiano. «La decisione del Cda è stata mirata alla massima tutela del prodotto e dei consorziati – spiega –. È stato deciso che non ci dovranno più essere eventuali zone d’ombra. Per questo il presidente Bertinelli dovrà per primo abbandonare la produzione del suo formaggio perché il consumatore può non capire la differenza tra caglio animale e vegetale e può incappare in un fraintendimento. Dovrà quindi vendere in maniera destrutturata e non più in forme intere “Il Senza”, con una tabella di marcia definita insieme al Cda, abbandonandone poi la produzione».

I consiglieri di amministrazione hanno scelto quindi la strategia: le forme prodotte de “Il Senza” a settembre dovranno essere vendute dall’azienda della famiglia Bertinelli a pezzi entro marzo, quelle di ottobre ad aprile, quelle di novembre entro maggio e quelle di dicembre entro giugno. Non proprio un boccone leggero da inghiottire per Bertinelli, salvo essere questa misura un avvertimento che va ben oltre il solo presidente. La questione riguarda il divieto per tutti i membri di vertice di vendere similari. Dopo l’esplosione del caso Bertinelli è stata fatta circolare una lista con circa una decina di nomi di consiglieri i cui caseifici produrrebbero similari. Il fatto è che alcuni non sarebbero a pasta molle ma stagionati anche per lungo tempo assumendo le caratteristiche del Parmigiano ma con prezzi al banco più bassi e quindi in concorrenza con il formaggio che dovrebbe essere tutelato proprio dagli stessi produttori e amministratori del Consorzio.

«Bertinelli cesserà la produzione del Senza, gli altri consiglieri dovranno fare lo stesso, ma l’intenzione è di estendere il divieto di produrre similari a tutti i consorziati - aggiunge risoluto Catellani - Dal Cda è giunta un’indicazione forte basata sullo statuto che non è stato toccato né intaccato. Per ampliare però il divieto per tutti i consorziati bisognerà deliberare in materia. Faremo in modo che il nostro prodotto non sia più confondibile con nessun altro». Una direzione sulla quale Reggio, che conta la maggior parte dei caseifici presenti nel Consorzio e che sono di estrazione per lo più cooperativa, intende porre un sigillo. Resta da capire se quella su Bertinelli sia una partita conclusa o se ci siano ancora questioni irrisolte a livello politico e interno al consorzio.

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