I tamponi di fine quarantena ora nelle Cra li fanno i gestori

L’innovativo protocollo è stato annunciato ieri dall’Ausl in un incontro urgente Le case residenza testeranno ospiti e operatori, accelerando con le riaperture

reggio emilia. Gli operatori delle strutture residenziali per anziani e disabili da ieri sera sono diventati un po’ farmacisti: i vertici dell’Ausl di Reggio Emilia, infatti, ieri pomeriggio hanno deciso di ufficializzare un protocollo operativo che permette agli operatori sanitari dipendenti di queste strutture di eseguire i tamponi rapidi necessari per concludere isolamenti e quarantene, alla stregua di quanto era già stato deciso con le farmacie.

Il protocollo, illustrato nel corso di un vertice fiume con gli enti gestori della provincia, permette ovviamente di “testare” solo gli ospiti e i dipendenti delle case residenziali e si applica solamente a quelle realtà che accolgono h24 anziani e disabili. Ad esempio riguarda (per citare i due casi contenuti nelle lettere pubblicate in queste pagine in basso, ndr) il centro residenziale “Cava” ma non il centro diurno “Il Melograno”.


A chiarire i dettagli del protocollo è Mariella Martini, presidente di Asp città delle persone, uno dei maggiori gestori del territorio reggiano. «L’Ausl ci ha spiegato – racconta la dottoressa pochi minuti dopo il termine dell’incontro con l’azienda sanitaria – che nelle strutture residenziali per anziani e per disabili, dove già da tempo svolgiamo dei tamponi rapidi di controllo, possiamo disporre direttamente noi la chiusura di quarantene e isolamenti. La novità non si applica però ai centri diurni, visto che accolgono persone che vivono nel loro domicilio e hanno il loro medico curante: in questi casi la sorveglianza e i provvedimenti sono ancora disposti dal servizio di Igiene pubblica».

Se i tamponi rapidi possono ora essere eseguiti dagli operatori delle strutture residenziali, le regole e le tempistiche per applicarli rimangono ovviamente quelle valide a livello nazionale: «Trascorsi i periodi di quarantena e isolamento, nel rispetto delle tempistiche richieste e tenendo conto del percorso vaccinale di ognuno, potremo controllare le negatività e chiudere le procedure. Si tratta di un protocollo che aiuterà molto l’Ausl, particolarmente sotto stress visto il numero di nuovi contagiati giornaliero».

Ma a tirare un sospiro di sollievo saranno anche Asp e gli altri gestori, assediati dall’incremento di positivi, con le strutture in isolamento da giorni o settimane e alle prese con la rabbia e la preoccupazione delle famiglie, impossibilitate a vedere i loro cari. Senza, fino a ieri, poter fare nulla dovendo attendere i tamponi disposti dall’Ausl. Per capire quanto sia drammatica la situazione basta guardare lo stato delle strutture gestire da Asp.

«Attualmente – conclude la Martini – sono aperte al pubblico solo Villa Erika e l’Omozzoli Parisetti. In tutte le altre realtà abbiamo registrato uno, due o tre casi di positivi fra ospiti, operatori o entrambi. Positività che hanno portato alla chiusura delle strutture verso il mondo esterno. Ora potremo svolgere noi stessi i tamponi di controllo e se possibile chiudere gli isolamenti e le quarantene, si tratta di un aiuto non indifferente».

L. G.

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