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A Villa Minozzo pala, sonda e Artva in duecento simulano l’autosoccorso

Grande partecipazione alle prove nei campi allestiti alle pendici del Monte Bagioletto da Saer e Cai Bismantova. Dal primo gennaio c’è l’obbligo del kit anti-valanga

VILLA MINOZZO. La neve non sarà stata tanta, ma il desiderio di conoscere e mettersi alla prova ha fatto la gara con il sole, domenica, a monte Bagioletto. Lo hanno dimostrato domenica i duecento appassionati che hanno risposto all’invito degli operatori del Saer, messisi a disposizione per testare sul campo le modalità di utilizzo del kit di autosoccorso, comprensivo di Artva (acronimo di Apparecchio di Ricerca dei Travolti in Valanga), che la nuova normativa rende obbligatorio portare con sé in caso di pericolo di valanghe.

La mattinata “Sicuri con la neve 2022”, è stata organizzata dal Cnsas/Saer stazione Monte Cusna, in collaborazione con il Servizio Valanghe italiano e la scuola Bismantova del Cai, in occasione della Giornata nazionale di prevenzione degli incidenti da valanga e della stagione invernale.


«Vista l’obbligatorietà dal primo gennaio 2022 del kit di autosoccorso, composto da pala, sonda e Artva, per tutti i frequentatori della montagna innevata dal grado valanghe 2 in su – ha riferito il capostazione Monte Cusna, Luca Pezzi –. Abbiamo incentrato la giornata sulla ricerca Artva e il suo corretto utilizzo con tre campi prova alle pendici del monte, con i nostri tecnici a disposizione di tutti».

I partecipanti, in pratica, sono diventati i protagonisti delle simulazioni, sotto la guida dei tecnici Saer e alcuni istruttori della scuola Cai Bismantova. «Abbiamo sepolto uno o più Artva in trasmissione sotto la neve – ha spiegato Pezzi – che simulavano i sommersi. Poi ogni partecipante commutava il proprio Artva, o quello che noi gli davamo, in ricezione e procedeva con ricerca singola o multipla».

Una situazione di massima emergenza, quella di persone sommerse dalla neve, per fortuna ieri solo simulata, ma nella quale, se malauguratamente, ci si trovasse a viverla, sarebbe fondamentale mettere in campo con la massima prontezza i dispositivi di ricerca, per poi essere in grado di liberare i malcapitati il più rapidamente possibile. Per questo è necessario che ciascuno sia ben informato sull’utilizzo e le procedure più corrette per mettere in funzione l’Artva.

«Le persone che sono sul posto, in caso di valanga, sono le prime a dover sapere usare questi strumenti – ha sottolineato il capostazione Saer –. Perché quando arriviamo noi, purtroppo, spesso è già tardi».

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