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Arruolato per i vaccini anche chi percepisce il reddito di cittadinanza

L’accordo fra l’Ausl e il Comune riguarderà cento reggiani su un totale di 2.500. Sostituiranno circa 350 dipendenti o collaboratori assenti ogni giorno dal servizio

REGGIO EMILIA. Un centinaio di reggiani che percepiscono il reddito di cittadinanza nel giro di un mese lavorerà gratuitamente nei cinque centri vaccinali del Comune per svolgere attività di accoglienza, orientamento dell’utenza, di supporto amministrativo e sorveglianza degli spazi.
L’obiettivo della convenzione sottoscritta tra Comune e Ausl è quella di utilizzare queste persone per integrare o sostituire i dipendenti e collaboratori dell’Ausl, con l’Azienda che tra malattia e no vax (e quindi sospesi dal lavoro) deve fare i conti con l’assenza ogni giorno di oltre 350 dipendenti, ovvero il 5% della forza lavoro.
I contenuti della convenzione in essere fino al 31 dicembre prossimo sono stati illustrati ieri mattina dal sindaco Luca Vecchi, dagli assessori Daniele Marchi e Lanfranco De Franco e dal direttore amministrativo Ausl Davide Fornaciari, presentando un progetto che ha un costo di circa 30mila euro per coprire i costi assicurativi e la fornitura dei dispositivi di protezione individuali.


«Si tratta di un passo avanti – ha detto Luca Vecchi – dopo l’esperienza dello scorso anno, in cui furono otto i percettori di reddito di cittadinanza utilizzati nel centro vaccinale alle Fiere di Mancasale, con Comune e Ausl che ampliano il progetto fino a farne un’esperienza pilota».
Un progetto che è stato organizzato facendo ricorso ai Puc, (Progetti utili alla collettività), che possono essere svolti dai beneficiari del reddito di cittadinanza con l’obiettivo di favorire un percorso di attivazione lavorativa attraverso un loro coinvolgimento in progetti di interesse sociale.
L’accordo è già operativo e ieri i primi sette candidati individuati dai Centri per l’Impiego e dai Servizi Sociali del Comune hanno sostenuto il primo colloquio.
Superata questa fase, le persone selezionate parteciperanno a un’attività di formazione (minima visti i compiti assegnati) e saranno sottoposti a visita medica per poi entrare in servizio a fine di gennaio. I soggetti coinvolti saranno impegnati per due turni da quattro o sei ore, fino a massimo di 16 ore settimanali e nella prima fase saranno affiancati al personale dell’Ausl.
Le attività che saranno chiamati a svolgere fino ad ora erano in parte coperti da personale Ausl e volontari della Protezione Civile. La selezione non dovrebbe essere particolarmente difficile, in quanto si tratta di individuare 100 persone su una platea di percettori di reddito di cittadinanza che nel capoluogo è di circa 2.500, (di cui 1.774 a carico dei Servizi sociali e la restante parte seguiti dai Centri per l’Impiego).
Attualmente a godere del reddito di cittadinanza a Reggio sono per il 75% cittadini italiani e per il 25% di origine straniera, uomini e donne sono presenti in egual misura e la fascia di età più rappresenta è quella che va dai 35 ai 55 anni.

La novità di questa convenzione, e anche per questo sindaco e assessori si sono augurati che possa essere replicata in altri territori e da altri enti, è quella di dare applicazione ai Puc, che per ragioni burocratiche, amministrative e assicurative, non sono quasi mai stati utilizzati.
I beneficiari del reddito di cittadinanza infatti sono tenuti a svolgere i p rogetti utili alla collettività e la mancata partecipazione da parte del singolo beneficiario o di uno dei componenti maggiorenni del nucleo familiare comporta la decadenza del beneficio stesso.
Unica condizione è che debbono essere vaccinati. E per i percettori di reddito di cittadinanza l’obbligo alla vaccinazione scatta il 1°febbraio.