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Reggio Emilia, in via Gozzano spunta un’antenna finta per dire “no” a quella vera

Un nastro segnaletico simula il basamento di cemento. Il comitato: «Uno scempio. E il sindaco non ci incontra»

REGGIO EMILIA. Da ieri mattina una antenna arancione alta tre metri si trova nell’aiuola tra via Martiri della Bettola e via Gozzano, nel quartiere del Belvedere. Nel punto esatto in cui potrebbe essere installata una antenna telefonica ben più alta, di 34 metri.

«L’abbiamo realizzata apposta in scala 1:10 per mostrare ai cittadini e al sindaco Luca Vecchi cosa significherebbe avere qui l’antenna vera», spiega Anna Paola Ferrari, portavoce del Comitato di via Gozzano.


Dalla riproduzione dell’antenna partono dei nastri segnaletici bianchi e rossi che vanno a delimitare un’area lunga nove metri e larga quattro, «dove sorgerebbe il basamento di cemento dell’antenna», precisa Ferrari.



Per il comitato, che da sei mesi è impegnato a contrastare la decisione del Comune di installare in via Gozzano il trasmettitore che originariamente avrebbe dovuto essere impiantato in via Portella delle Ginestre, «si tratta di una posizione infame, la peggiore che si potesse scegliere».

I motivi, snocciolati più volte in questi ultimi mesi dal comitato, sono diversi: dalla vicinanza alle case e ai luoghi sensibili (come l’asilo nido Cervi), al deturpamento del quartiere e della strada, «uno dei viali più belli della città e il più usato dopo la via Emilia». Non ultimo il fatto che l’antenna entrerebbe nel cono visivo della villa settecentesca che si trova proprio all’incrocio di via Gozzano, rovinandola completamente in barba ai vincoli del Piano strutturale comunale (Psc). «E poi – aggiunge Ferrari – basta andare a vedere la nostra installazione per capire che in quello spazio limitato un’antenna telefonica alta 34 metri non può stare: il basamento andrebbe da una strada all’altra, potrebbe essere anche pericoloso».



E, a proposito di pericolo, dopo l’allarme scoppiato qualche giorno fa a Scandiano e la tragica esplosione di Ravanusa, il comitato tiene a precisare che «a meno di un metro da dove dovrebbe sorgere il basamento passa un tubo del gas. È normale che lì si autorizzino degli scavi?». L’installazione è corredata di cartelli e striscioni sarcastici diretti al primo cittadino. Uno, in rima, recita: “Trallallero trallallà la tua antenna eccola qua. Quella vera trallallà chissà dove finirà”.

«Ci dispiace ma non sappiamo davvero più cosa fare – spiega Ferrari – è da novembre che gli chiediamo un incontro e non l’abbiamo ancora ottenuto. Per gentilezza ed educazione abbiamo fatto passare Natale, Capodanno, l’Epifania e anche la festa del Tricolore poi l’abbiamo cercato nuovamente: ma anche questa volta non abbiamo avuto risposta. Vorremmo confrontarci con il sindaco, fargli capire che la “scelta politica” (sono parole sue) di fare sorgere qui questa antenna telefonica è la più sbagliata possibile, ma lui non si fa trovare. Se i lavori dovessero partire a nostra insaputa, comunque, sapremmo già cosa fare. Abbiamo già raccolto i soldi e tutti i documenti, e l’avvocato è pronto: ricorreremo al Tar. Dopo tanti mesi – conclude amaramente Ferrari – continuiamo a chiederci per quale motivo sia stato scelto proprio questo posto per l’installazione dell’antenna e perché. E, a questo punto, ci chiediamo anche perché non ce lo vogliano spiegare».



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