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Oggi il Consiglio d’amministrazione del Consorzio del Parmigiano Reggiano sul caso Bertinelli

Il consigliere Benedusi ai sindaci e al Comitato esecutivo: «Il presidente rispetta normativa, Statuto e Codice etico?»

REGGIO EMILIA. Oggi alle 10 si riunisce il Consiglio d’amministrazione del Consorzio del Parmigiano Reggiano per valutare il caso Bertinelli, emerso a livello nazionale con l’inchiesta di Report del 3 gennaio su Rai3. Una convocazione anticipata di qualche giorno (era prevista per il 26 gennaio). Report ha ipotizzato l’incompatibilità della carica di Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio, perché una piccola parte dei prodotti della sua ditta sarebbe costituita da formaggio “similare” rispetto al Parmigiano Reggiano. Per lo Statuto del Consorzio, questo è causa di «incompatibilità con la carica di consigliere, e ne determina la decadenza la produzione di prodotti appartenenti alla stessa tipologia merceologica del Parmigiano Reggiano».

Nei giorni scorsi, dopo un Cda informale, si è riunito il Comitato esecutivo con i tre sindaci revisori, i quali si sono detti non titolati a dirimere la questione. Nel frattempo, sotto traccia proseguono le discussioni in vista del Cda odierno. Tra le iniziative prese in questi giorni c’è la lettera inviata il 14 gennaio da Paolo Benedusi, presidente della “Latteria agricola di Quistello” (Mantova) e consigliere del Consorzio, al Collegio sindacale e al Comitato esecutivo del Consorzio stesso. Benedusi chiede chiarimenti «prima del Cda del 17 gennaio – afferma – in modo tale da pormi nelle condizioni di avere il quadro della vicenda il più completo possibile». Dopo avere ricordato Report e avere citato la normativa che regola la produzione del Parmigiano Reggiano, il consigliere mantovano prende atto di quanto dichiarato da Bertinelli sul conseguimento dell’autorizzazione del Mipaaf, rilasciata nel 2013, in merito al formaggio “Il Senza”. Il parere del ministrero è riferito a un prodotto presentato come «formaggio a pasta molle che, a differenza di altri formaggi della medesima categoria merceologica, viene indicato come totalmente privo di zuccheri ed, in particolare, di lattosio». Come si legge nel parere Mipaaf, «nei formaggi a pasta dura - come il Parmigiano Reggiano - il contenuto in lattosio, già di per sé ridotto, viene ulteriormente abbattuto». Benedusi parla poi del punto vendita dell’azienda Bertinelli citato da Report, in cui «è messo in vendita o comunque offerto al consumatore, un formaggio a pasta dura denominato “Il Senza”, dichiarato formaggio di filiera a pasta dura con stagionatura di 12, 23 e di oltre 24 mesi», e che, sempre a Report, «il personale addetto al negozio ha dichiarato, se il sottoscritto ha ben capito, che per la produzione del formaggio viene utilizzato il caglio vegetale perché il vegetariano non può mangiare il Parmigiano Reggiano, di avere lo stesso sapore e di non presentare alcuna differenza con il Parmigiano Reggiano poiché è difficile accorgersene al palato».

Inoltre, secondo Report, «il formaggio, stagionato anche oltre 24 mesi, risulta essere stato posto in vendita a un prezzo inferiore di 2/3 euro al chilo rispetto alla Dop Parmigiano Reggiano». Esaminato “Il Senza” del negozio Bertinelli di Parma, afferma Benedusi, «si evince che, effettivamente, si tratta di un formaggio a pasta dura con stagionatura superiore ai 12 mesi rispetto alla data della sua produzione, e che con ogni evidenza è stato realizzato dalla stessa mentre il presidente Bertinelli era già amministratore e legale rappresentante di questo Consorzio». Di conseguenza, Benedusi chiede che il Collegio sindacale e il Comitato esecutivo chiariscano se il comportamento di Bertinelli – «pubblicamente documentato nel suddetto servizio, negli articoli pubblicati di rimbalzo sulla carta stampata, dal prodotto reperito nel negozio di Parma nonché dalle plurime dichiarazioni» del presidente «circa il contenuto della dichiarata autorizzazione conseguita dal Mipaaf e della produzione della propria azienda agricola – sia conforme a tutta la normativa, compresa quella contemplata dallo Statuto» dai Regolamenti del Consorzio e dal Codice etico».

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