L’Arci chiede un programma per salvare la musica live

REGGIO EMILIA. «I live club stanno vivendo gravi difficoltà, purtroppo iniziate prima del Covid e amplificate dall’emergenza sanitaria. Per uscirne, insieme, serve un confronto aperto con le istituzioni dove condividere idee e problematiche».

Massimo Maisto, presidente di Arci Emilia Romagna, una delle reti di live club più importanti a livello regionale con all’attivo progetti come Suner, si fa promotore di un’assemblea pubblica rivolta a istituzioni, associazioni e privati, per proseguire in un dialogo costruttivo in vista di una fase strategica per il settore.


«Per ragionare sulle azioni di programmazione, che speriamo ci accompagnino fuori dalla pandemia, serve una riflessione aperta che parta sì dalle difficoltà del settore ma vada verso possibili soluzioni condivise, anche innovative come lo streaming, visto però come un supporto, pur con un’identità specifica, e non come un’alternativa al pubblico in presenza, che resta l’anima del nostro lavoro – aggiunge Maisto –. I live club non hanno timore delle sfide della contemporaneità, essendo da sempre precursori di sperimentazioni e nuovi linguaggi, oltre che di grande capacità di autofinanziamento, tanto che nel nostro caso il tesseramento rimane la parte più voluminosa delle nostre entrate e, con una battuta, potremmo dire che attraverso la tessera Arci abbiamo sempre fatto crowdfunding, anche quando ancora non esisteva. Oggi più che mai è necessario mettere al centro le competenze, professionalità e capacità di visione dei live club».

Il comparto della musica live è stato tra i più colpiti dalla pandemia e da provvedimenti che hanno sempre messo il mondo della cultura al primo posto tra i possibili “rischi”, non distinguendo tra grandi eventi e situazioni raccolte, tra grandi spazi e centri culturali, intrattenimento e cultura diffusa.

«I circoli – prosegue il presidente di Arci Emilia Romagna –, sono storicamente una realtà molto diffusa e capillare, in grado di coltivare il pubblico, di proporre grandi concerti ma anche di far crescere nuovi talenti e di puntare sulla creatività e sulla qualità. In tante città e periferie i live club sono un tassello importante delle strategie di rigenerazione urbana e partecipazione».

La Regione Emilia Romagna è sempre stata all’avanguardia nella realizzazione di leggi che sostengono e finanziano la musica dal vivo, sia essa intesa come spettacolo nei club che come festival «ma – conclude Maisto – oggi siamo di fronte a nuove chiusure che, oltre all’impatto economico hanno un duro contraccolpo sulle energie e la capacità di resistenza di tante professioniste e di tanti professionisti, di centinaia di volontarie e volontari che ogni giorno si impegnano nel settore culturale, accrescendo un patrimonio di offerta e strutture che è un valore di tutta la comunità. Per questo crediamo che sia necessario rafforzare il dialogo e ragionare insieme su come costruire nuove opportunità».