Fine isolamento, basta il tampone a casa

Il via in Emilia-Romagna. Per chi ha completato le vaccinazioni l’inizio e il termine della positività si potranno autocertificare

BOLOGNA. Sarà una piccola rivoluzione: da mercoledì in Emilia-Romagna si potrà autocertificare, dopo un tampone rapido fatto a domicilio, la positività al Coronavirus attraverso una piattaforma web, integrata anche con il Fascicolo sanitario elettronico. Il servizio, che è in corso di implementazione tecnica e che sarebbe dovuto partire già da domani, sempre con la stessa procedura permetterà di autocertificare anche l’avvenuta guarigione e quindi sia l’inizio, sia la fine dell’isolamento.

Il sistema, i cui dettagli operativi saranno resi noti domani, permetterà alle persone completamente vaccinate, di certificare la propria positività al coronavirus e cominciare così, senza altri adempimenti burocratici, l’isolamento dopo un test antigenico rapido positivo eseguito in autonomia e a domicilio, registrando i risultati dell’autotest su un portale.


Anche la possibilità di autocertificare la guarigione (sempre dopo l’esito di un tampone rapido) sarà riservata ai vaccinati (anche con la dose booster) e sarà valida, senza ulteriori passaggi, per la fine dell’isolamento.

Nell’annunciare questa iniziativa, nei giorni scorsi, l’assessore regionale alla Salute, Raffaele Donini, l’ha definita «un’alleanza fra cittadini e sanità pubblica per ridurre la circolazione del virus da subito e per alleggerire la sanità pubblica».

L’obiettivo, infatti, è non solo quello di rendere più agevole le procedure burocratiche per le persone che contraggono il Covid in forma lieve, ma anche quello di alleggerire la struttura sanitaria di moltissimi adempimenti, automatizzandoli il più possibile, permettendole così di concentrarsi sull’accelerazione della campagna vaccinale.

Le persone, ha detto il presidente della Regione Stefano Bonaccini, «devono poter tornare alla vita quotidiana nei tempi previsti e il carico delle strutture sanitarie va alleggerito, anche rispetto alla gestione di una mole imponente di tamponi. Servono però anche decisioni nazionali».

È un «esperimento interessante, nell’ottica di una convivenza con il virus e di una maggiore assunzione di responsabilità, anche se esiste un margine di rischio considerando la minore affidabilità degli autotest».

Così il virologo Fabrizio Pregliasco ha commentato la partenza in Emilia Romagna della piattaforma di autotesting. «È un esperimento un po’ anticipato rispetto ai tempi complessivi e all’andamento della curva epidemica ancora in salita – sottolinea Pregliasco – ma vediamo gli esiti». Si va, sottolinea, «verso una necessaria maggiore responsabilizzazione del cittadino, e questo è un approccio adottato anche negli Stati Uniti, dove è possibile l’acquisto degli autotest anche via Internet». Certamente, rileva, «un margine di rischio esiste, per la minore attendibilità di questi autotest, ma d’altronde l’Italia non può continuare a essere un “tamponificio”. Questo maggior rischio è calcolato e accettato rispetto all’impossibilità di eseguire milioni di test su milioni di persone ripetutamente».

La misura, unica al momento in Italia, va dunque a sommarsi all’uscita dai periodi di isolamento e quarantena attraverso l’effettuazione di tamponi rapidi antigenici in farmacia, col costo a carico del servizio sanitario, attiva già dal 10 gennaio.