Sparito il tesoretto di anziani fratelli Maxi sequestro da 700mila euro

Nuovi guai per Alberto Alboresi e Genoveffa Colucciello l coniugi, già detenuti, ora sono accusati di autoriciclaggio 

di Ambra Prati

reggio emilia. Un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per un valore di 700mila euro, che ha consentito ai poliziotti della Squadra Mobile di Reggio di apporre i sigilli a una villa di Soliera (Modena) arredata in modo sontuoso.


È la misura scattata nei confronti dei coniugi Alberto Alboresi, 47 anni, e Genoveffa Colucciello, 57, detti “il gigante e la bambina”, residenti a Soliera e conosciuti per affari con la ’ndrangheta.

I coniugi, dal marzo scorso detenuti in due penitenziari diversi in seguito all’operazione Perseverance della Dda su un filone della ’ndrangheta nostrana, erano già finiti nel mirino degli investigatori per un episodio eclatante – e subito sventato – emerso nelle intercettazioni dei cutresi.

Nel 2019, durante un incontro con un 36enne, la coppia progettava di sfregiare con l’acido una donna di 60 anni, badante di tre anziani fratelli, per mettere le mani sul loro patrimonio.

Il piano era stato subito disinnescato e i coniugi Alboresi erano poi finiti nei guai per un’altra tentata estorsione con l’aggravante del metodo mafioso, finita agli atti di Perseverance.

In seguito l’ipotesi investigativa che la coppia volesse togliere di mezzo la badante per continuare a “mungere” il conto dei due fratelli si è rafforzata dopo la segnalazione del direttore della banca dei pensionati: qualcosa non andava, il deposito continuava ad assottigliarsi con operazioni sospette. Perciò la Mobile, coordinata dal pm Giacomo Forte, ha deciso di approfondire la posizione dei coniugi, seguendo le “molliche di pane” degli illeciti profitti.

L’analisi meticolosa dei conti correnti degli anziani ha consentito di ricostruire una vera e propria spoliazione: in pochi anni il tesoretto dei fratelli si è volatilizzato. Prima sono spariti 50mila euro e via via – sempre spezzettando le somme per non attirare l’attenzione – è stato distratto l’intero patrimonio, quasi un milione. Con lo stesso metodo: i soldi sono stati dirottati su cinque conti correnti reggiani, dai quali si dipartiva un reticolo di società cartiere che prelevavano con il bancomat poco per volta.

Un fiume di denaro, secondo l’accusa finito nelle mani della coppia, tolta la percentuale degli addetti al recupero crediti (cioè i calabresi). Poiché il presunto profitto – quantificato in 717mila euro – non è stato trovato nella disponibilità degli Alboresi, il Gip Luca Ramponi ha autorizzato il sequestro per equivalente della villa di Soliera e di alcuni terreni di proprietà.

Altre sei perquisizioni sono state effettuate a carico di altrettante persone, indagate a piede libero per aver riciclato il denaro degli anziani nelle società cartiere. Una di queste ultime compariva già nell’operazione Billions, che è una sorta di elenco del telefono per l’aspetto contabile della ’ndrangheta nostrana.

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