«Progetti in corso rimediando anche a errori passati»

Il sindaco Giuseppe Artioli replica alle accuse che arrivano dalla minoranza che accusa la giunta di immobilismo e demagogia

CAMPEGINE. «Sulla situazione dei nostri uffici, ne abbiamo sempre dato conto. Attualmente non risultano criticità particolari, anche se si può e si deve sempre migliorare». Così il sindaco di Campegine, Giuseppe Artioli, replica all’apposizione che accusa la maggioranza di immobilismo: in paese si va al voto la prossima primavera, e l’aria inizia ad essere da campagna elettorale. Artioli punta ai fatti, elencando le cose che stanno facendo «anche dal punto di vista dell’organico, rimediando pure a qualche scelta scellerata del passato». «Pur con le problematiche Covid, stiamo realizzando il Piano del traffico, la messa in sicurezza della viabilità, licenziando il Piano asfalti, abbiamo previsto il rifacimento dell’illuminazione pubblica – va avanti – Abbiamo proseguito l’opera di messa in sicurezza sismica delle nostre scuole: lavoro oscuro, ma necessario vista la vecchia vicenda della palestra. Ed installato le colonnine di ricarica delle auto elettriche». «Rispetto a Comuni vicini considerati più operativi (ma abbiamo l’impressione che ci si riferisca in particolare, a dispetto dell’interesse privato in atti di ufficio di qualcuno, solo ad uno tra la Via Emilia, l’Enza ed il West), non siamo riusciti a costruire grattacieli e per altre opere, Piano e Calatrava erano impegnati. Non ci risulta che siano diminuite le associazioni di volontariato, anzi sono aumentate». «Sulla sicurezza, è singolare che facciano polemica gli eredi diretti e mai pentiti di chi aveva addirittura chiuso l’ufficio della Polizia locale. Situazioni di cui la stampa ha dato ampiamente conto, hanno rallentato la realizzazione del progetto di maggiore territorializzazione, che resta in piedi e che sarà completato. Abbiamo interrotto l’inerzia vigente compiendo tutti i passi che si dovevano compiere, da Reggio a Roma, nell’ovvia consapevolezza che le decisioni finali non sono di nostra competenza».

Da. Al.


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