Polizia locale in piazza per ribellarsi alla mancata riforma

Adesioni del 70%, con picchi a Reggio Emilia e nella Bassa. Falcitano (Sulpl): «Noi, Cenerentola delle forze dell’ordine»

REGGIO EMILIA. Ha riscosso un grande successo di partecipazione, in provincia di Reggio, lo sciopero generale della polizia locale proclamato dal sindacato Sulpl (Sindacato unitario lavoratori polizia locale) in seguito alla mancata riforma della categoria. Secondo Luca Falcitano, segretario regionale del Sulpl e Diccap (Dipartimento autonomie locali), «l’adesione dei lavoratori reggiani alla protesta è stata tra il 60 e il 70%, con picchi per quanto riguarda la polizia locale di Reggio Emilia e dell’Unione Bassa reggiana».

Sono stati garantiti, come vuole la legge, i rilievi degli incidenti stradali, mentre sono venuti meno tutti gli altri servizi che, ogni giorno, vengono svolti dalla polizia locale, a cominciare dalla presenza davanti alle scuole, per l’ingresso e l’uscita dei bambini delle scuole primarie.


Una quarantina di agenti, da Reggio è partita alla volta di Modena, dove si è svolto uno dei tre presidi regionali (quello della zona Emilia Centrale, di cui Reggio fa parte), andato in scena davanti alla prefettura.

«Siamo la “Cenerentola delle forze dell’ordine” – sottolinea Falcitano – e lo abbiamo fatto presente alla prefetta di Modena, la dottoressa Alessandra Camporota, che ha ascoltato e accolto le nostre istanze, assicurandoci che scriverà una lettera al ministero, per riportare il nostro disappunto per quanto è accaduto».

Il Sulpl, infatti, lamenta la mancata riforma della categoria, per porre fine alla «discriminazione sul piano organizzativo e remunerativo esistente in Italia, fra la polizia di Stato (in generale tra le forze dell’ordine) e la polizia locale. Al contrario, sono state tolte le tutele contrattuali (contratto privatistico anziché pubblicistico) e previdenziali (mancata equiparazione del trattamento pensionistico). Di fatto, dal ministero è uscito un testo più obsoleto e vetusto dell’attuale Legge quadro in vigore, che depotenzia la polizia locale anche nelle funzioni che svolgiamo attualmente». «Non chiediamo soldi in più – rimarca in conclusione il segretario Luca Falcitano – ma, più semplicemente, vogliamo essere considerati alla pari delle altre forze dell’ordine».

Da qui la decisione di proclamare lo sciopero e dare inizio alla battaglia.

G.G.

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