«Non è Paolo Bellini l’uomo nel video» All’attacco i periti della Primula nera

Per i due consulenti dell’imputato «molte discrepanze tra sue fotografie e le immagini girate in stazione il 2 agosto ’80»

reggio emilia. «Noi abbiamo concluso con un giudizio di non compatibilità dell'immagine dell'anonimo con il signor Bellini».

È quanto sostengono i due consulenti della difesa del reggiano 68enne Paolo Bellini, cioè l'ex di Avanguardia Nazionale imputato per concorso nella strage del 2 agosto 1980.


In aula ieri sono stati ascoltati il professor Saverio Potenza (specialista in Medicina legale e docente all'Università di Roma Tor Vergata) e l'ingegner Alessandro Perri, perito e consulente tecnico del Tribunale di Roma.

I due esperti hanno confrontato alcune foto di Bellini con i fotogrammi estrapolati (e migliorati) dal video amatoriale girato in stazione da un turista di passaggio la mattina del 2 agosto, dove si vede un uomo che per la Procura generale è lo stesso imputato, conducendo una analisi fisionomica. Invece per Potenza e Perri dall'analisi delle immagini emergono 75 elementi non comparabili (quindi non utilizzabili), 23 simili e nove dissimili, di cui due dissimili rilevanti.

«Già la presenza di un solo elemento non compatibile, o dissimile, se altamente indicativo, chiarisce la non compatibilità» ha sottolineato Potenza.

Per gli esperti della difesa, tra gli elementi che si scostano tra i fotogrammi dell'uomo che appare nel video e Paolo Bellini c'è la proporzione del volto, l'attaccatura dei capelli, la caratteristica del sopracciglio e la carnosità delle guance dell'imputato, il mento, la fossetta giugulare pronunciata (che nelle foto di Bellini «non si apprezza») e le linee facciali.

Le conclusioni dei consulenti della difesa si discostano nettamente da quelle in particolare del perito della Procura generale – vale a dire l'ingegner Giovanni Tessitore – per il quale «c'è un sostegno forte all'ipotesi» che Bellini è l'uomo con i baffi che appare nel filmato amatoriale girato dal turista straniero in stazione. Gli stessi consulenti della difesa, hanno però anche ammesso che alcune caratteristiche fisiche, come la cicatrice sul mento di Bellini, in alcune foto del soggetto non sono visibili. A questo punto i rappresentanti dell’accusa hanno fatto sapere che valuteranno la possibilità di mettere a confronto in aula Tessitore e i due consulenti della difesa.

Un’indagine scientifica sul video è anche inclusa in una memoria depositata dagli avvocati di parte civile Andrea Speranzoni, Roberto Nasci e Lisa Baravelli, in occasione della seconda udienza preliminare del processo mandanti. «In entrambi i soggetti le proporzioni delle caratteristiche del volto appaiono simili», affermano i consulenti della Procura – Giovanni Tessitore e Giacomo Rogliero – così come simili sono le sopracciglia («simmetriche e a forma spezzata»), la direzione degli occhi («orizzontale con una leggera obliquità esterna e distanza interorbitale simile»), il dorso del naso, («visto frontalmente, appare rettilineo»), la grandezza della bocca («appare media, con direzione rettilinea e il labbro inferiore leggermente carnoso»). E poi: «In entrambi i soggetti il mento visto frontalmente appare tondo, convesso». E ancora: «In entrambe i soggetti si nota una leggera piega della palpebra inferiore sinistra, un leggero solco naso/labiale sinistro e la fossetta mentoniera». Persino i peli del viso sono indicati come «simili», sulla base di «baffi di lunghezza media, acconciatura accurata, folti e di tonalità scura». Connotati che fra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli anni ‘80 – ovvero durante la latitanza con il falso nome brasiliano di Roberto Da Silva – Bellini aveva cambiato attraverso il rifacimento del naso e la rimozione di due nei. Cambiamenti che per parte civile e Procura avallano la sua compatibilità con il volto del Super 8.

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