Lei accusa di molestie l’ex vicino ma il reato viene prescritto

Giustizia-lumaca: l’uomo è ora parte civile contro i due fratelli della 14enne scagliatisi contro di lui

Tiziano Soresina

gualtieri. La denuncia della 14enne per molestie che affonda a sette anni fa, poi i meccanismi della giustizia che si inceppano: due sostituti procuratori che si alternano nell’inchiesta partita da quella querela, per non parlare dei tre giudici che si sono alternati – dal 2019 – nell’affrontare il relativo processo che anche ieri non si è chiuso.


A monte la minorenne che nel 2014 aveva accusato un nordafricano allora 44enne di averla seguita più volte a Gualtieri, chiedendole un incontro per poi invitarla a salire sulla sua macchina.

Fatti collocati dalla ragazzina fra il 2 e il 3 ottobre 2014 e che avrebbero suscitato la reazione dei suoi due fratelli: il più vecchio (allora trentenne) è sotto processo per due imputazioni, cioè lesioni (pugni in faccia all’uomo indicato in denuncia dalla sorella, causandogli ferite alla mandibola giudicate guaribili dai sanitari in 25 giorni) e minacce («Ti ammazzo»).

Nei guai per minacce anche il fratello minore – al tempo 25enne – che avrebbe detto a muso duro rivolgendosi al nordafricano «Pedofilo, smettila di molestare mia sorella, altrimenti ti ammazzo».

Il processo si è aperto nel maggio 2019 e il giudice Sarah Iusto ha – nella prima udienza – dichiarato prescritta l’imputazione relativa al marocchino che, da parte sua, attraverso l’avvocatessa Alessandra Bonini si è costituito parte civile contro i due fratelli gualtieresi.

«Il mio assistito ha sempre negato di aver molestato la 14enne – rimarca il difensore – e stiamo parlando di una brava persona che aveva semplicemente salutato la minorenne, perché si conoscevano».

Da quell’udienza il procedimento è proseguito con alla sbarra i due fratelli difesi dall’avvocato Costantino Diana (studio Cataliotti).

Ora il processo si sta svolgendo davanti al giudice Michela Caputo e nella “tappa” di eri mattina è stata sentita l’accusatrice del nordafricano. E lei ha, in pratica, confermato quanto messo nero su bianco nella denuncia presentata ai carabinieri di Gualtieri.

E ha raccontato che nel pomeriggio del 2 ottobre 2014 era stata avvicinata, nei pressi di casa sua, da una macchina con al volante una persona che conosceva («Ex vicino di casa quando abitavo a Santa Vittoria»).

E proseguendo nella deposizione ha specificato che quell’uomo inizialmente le proponeva di fare un giro con lui in auto e pur a fronte del “no” incassato, non si dava per vinto, chiedendole cosa facesse quella sera.

«Gli dicevo che dovevo andare in palestra – ricorda la teste – ed allora mi chiedeva del giorno seguente se andavo a fare un giro con lui alle 15. Per togliermelo di torno gli rispondevo di sì. Tornavo a casa e raccontavo l’accaduto a mia madre».

E il 3 ottobre sarebbe entrata in azione la madre della minorenne che alle 15, dal cortile, notava passare davanti a casa l’auto dell’ex vicino.

«Al che arrabbiata usciva dal cortile – spiega sempre l’accusatrice del marocchino – e si poneva sulla strada in attesa del ritorno del soggetto. Di seguito l’auto faceva inversione e nell’avvicinarsi alla mia abitazione scambiava mia madre per me e le faceva delle segnalazioni con i fari per segnalare la sua presenza. Al che mia madre – prosegue – si metteva davanti all’auto bloccando la marcia e gli chiedeva chi stesse cercando ed il marocchino rispondeva che non stava cercando nessuno. Allora mia madre gli diceva che doveva smettere di molestarmi e lui annuendo si scusava, dicendo che non l’avrebbe fatto più. Rientrata a casa – conclude – mia madre raccontava l’accaduto a tutti i componenti della famiglia».

Per sentire altri testimoni, si tornerà in udienza il prossimo 18 febbraio. Anche le restanti accuse sono a rischio-prescrizione.

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