La Dimora d’Abramo capofila del progetto per l’affidamento dei minori stranieri

A Reggio Emilia sono 90 i bambini e i ragazzi non accompagnati. L’obiettivo è far vivere loro un’esperienza famigliare 

REGGIO EMILIA. Per i minori stranieri non accompagnati, l’esperienza di vita in famiglia, attraverso lo strumento dell’affido, è ora possibile anche nel nostro territorio grazie al progetto regionale F@ster, che vede tra i partner la cooperativa sociale reggiana Dimora d’Abramo ed è supportato dal Comune di Reggio Emilia.

Il progetto finanziato dall’Unione europea nasce dalla partnership tra l’Asp città di Bologna, i Comuni di Bologna e Ravenna, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani dell’Emilia-Romagna, alcune cooperative sociali (e tra queste, appunto, la Dimora d’Abramo) e alcuni enti locali.


Attualmente, in carico ai Servizi del Comune di Reggio Emilia ci sono 90 minori stranieri non accompagnati accolti in comunità educative, in gruppi appartamento (come nel caso di Dimora d’Abramo, che ne accoglie 40) oppure famiglie di parenti o conoscenti.

«L’affido – spiega Luigi Codeluppi, presidente della Dimora d’Abramo – è concepito come forma di accoglienza che si aggiunge alle altre che già accompagnano i percorsi migratori di adolescenti e giovani immigrati minorenni che, attraverso la rotta balcanica o attraversando il Mediterraneo, arrivano fino al nostro territorio senza i genitori».

«È evidente – prosegue Codeluppi – la rilevanza di un progetto che vada oltre l’accoglienza realizzata dai diversi Servizi, consentendo ai giovani immigrati di vivere un’esperienza di famiglie e di adulti di riferimento che li sostengano nella loro crescita, nel loro inserimento nei contesti locali e nei loro progetti di vita».

«Il carattere innovativo del progetto – osserva il presidente della coop sociale di via Normandia – si collega a diversi elementi: primo fra tutti quello relativo allo specifico sguardo sui minori stranieri non accompagnati, ma anche alle modalità attraverso le quali si può sviluppare il progetto di affido per favorire l’adesione di persone che, pur animate da un profondo desiderio d’accoglienza, non sono oggettivamente in grado di sostenere un percorso di affido che implichi una convivenza e un’assistenza continuativa».

A questo proposito, il progetto F@ster prevede non solo l’affido tradizionale, con la condivisione di tutte le dinamiche della famiglia da parte del minore, ma anche un affido come sostegno parziale al minore. «In sostanza – spiega Codeluppi – c’è la possibilità di affiancare il giovane immigrato in diversi momenti della giornata o della settimana per accompagnarlo nel suo percorso di inserimento sociale e lavorativo. In entrambi i casi siamo di fronte a una grande opportunità per i minori stranieri non accompagnati, ma riteniamo possa essere un’occasione anche per le persone che si rendono disponibili a collaborare, rendendosi partecipi di percorsi di solidarietà concreta rispetto a ragazzi che hanno bisogno di sentirsi parte di una comunità e non solo di essere seguiti dai pur eccellenti servizi».

«Per favorire tutti gli approfondimenti necessari da parte delle persone interessate, e semmai maturare l’idea di realizzare l’esperienza d’affido – conclude Codeluppi – è stato messo in cantiere un breve percorso informativo che partirà a giorni e a seguito del quale un’équipe di professionisti sarà disponibile per accompagnare quanti fossero disponibili a realizzare l’affido anche parziale o temporaneo».

Info: tel. 380/4632416; martina.beneventi@dimoradabramo.it; www.dimoradabramo.it.

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