Tubo del metano rotto durante i lavori 64 famiglie evacuate per la fuga di gas

L’incidente in via Palazzina: 165 restano fuori casa per una notte, 387 senza luce e metano. Si è rischiata l’esplosione

Elisa Pederzoli

Caterina Chiossi


SCANDIANO. Quattordici palazzine evacuate, 64 famiglie e 165 persone costrette a rimanere fuori casa, il quadrilatero tra via Palazzina e via Beucci rimasto senza luce né gas. È il bilancio della rottura di un tubo della condotta del metano ieri pomeriggio, durante i lavori di scavo per la fibra ottica. La macchina perforatrice della ditta che eseguiva l’opera ha accidentalmente danneggiato la condotta, provocando una ingente fuoriuscita di gas. È l’emergenza che ieri ha tenuto in allerta Scandiano, a pochi passi dal centro storico, nel cuore di un quartiere densamente popolato come quello dei Cappuccini, e andata avanti tutta la notte scorsa.

La prima nota positiva è che, per fortuna, quell’ingente fuoriuscita di gas non si è tradotta in un’esplosione. Una eventualità tutt’altro che remota, se si considera che la manovra che ha spaccato la condotta ha danneggiato anche la guaina dei cavi dell’elettricità, e il gas si è infilato anche in quelle canaline. L’altra è stata l’immediata reazione della macchina dell’emergenza scandianese, che si è subito messa all’opera per andare in aiuto alle famiglie rimaste, d’improvviso, fuori di casa.

L’emergenza

Erano le 14.30 quando si è verificato l’incidente, all’altezza del civico 1 di via Palazzina. Gli operai al lavoro si sono immediatamente resi conto della gravità della situazione. E nel giro di breve tempo anche i residenti, man mano che l’odore di gas si diffondeva.

L’allerta è stata subito inoltrata alla centrale operativa dei vigili del fuoco, che si sono precipitati sul posto con due squadre. Via Palazzina è stata subito chiusa con delle transenne e i residenti invitati a uscire dalle proprie abitazioni. In azione i carabinieri della tenenza di Scandiano assieme agli agenti del Corpo unico di polizia locale dell’Unione Tresinaro Secchia per aiutare i residenti, anche a vincere le resistenze di qualche anziano che non avrebbe voluto lasciare casa. Ma l’emergenza ha dovuto subito fare i conti con un’altra emergenza: quella del Covid. Sono una quarantina i residenti positivi che sono stati costretti a uscire di casa e per i quali da subito è stato necessario trovare una sistemazione adeguata.

IL GUASTO

Intanto, in via Palazzina sono immediatamente iniziati i lavori per far fronte all’abbondante fuoriuscita di gas. Complesse le operazioni di intercettazione del gas, hanno spiegato i vigili del fuoco, poiché si tratta di una rete ad anello di bassa pressione alimentata da più cabine. Le squadre di Ireti, fatte arrivare sul posto, hanno come prima cosa isolato il tratto di condotta danneggiata. Un’azione necessaria per interrompere la fuga di gas, ma che ha di fatto lasciato al freddo e senza luce 386 persone, non solo le case fatte sgomberare. È stato chiaro fin da subito che il rientro a casa delle 64 famiglie non sarebbe stato immediato, ma che sarebbero state necessarie molte ore per riparare alla rottura della tubazione, e anche le successive verifiche di sicurezza non saranno brevi.

L’accoglienza

Già alle 15, il sindaco Matteo Nasciuti – che è stato tra i primi ad accorrere sul posto – ha emanato una prima ordinanza e poi una seconda, per avviare la complessa macchina dei soccorsi. Al Circolo Bisamar, a pochi passi dall’”epicentro” dell’emergenza, è stato aperto il Centro Operativo Comunale, punto di coordinamento di un’emergenza di fatto doppia, per le necessarie attenzioni e precauzioni di gestire la situazione dei positivi al Covid (e spesso sintomatici) costretti all’evacuazione. La palestra della vicina scuola San Francesco è diventata la base per la gestione dell’accoglienza: qui sono stati allestite anche alcune brandine. La sede degli Scout, invece, è stata messa a disposizione per eventuali cittadini positivi che non avessero trovato spazio in alberghi Covid. La stragrande maggioranza dei residenti ha trovato appoggio da amici e parenti. Ventotto, invece, i residenti per i quali il Comune si è attivato con un posto in albergo.

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