Scatta la multa da 500 euro per gli enduristi sul Prampa

I carabinieri forestali hanno identificato due del gruppo in vetta nei giorni scorsi Si tratta di una Zona di protezione speciale: qui sono vietate escursioni a motore

VILLA MINOZZO. Oltre cinquecento euro di multa a testa per avere raggiunto la vetta del monte Prampa con le loro moto enduro.

Arrivano le prime sanzioni per il gruppetto di sette appassionati di due ruote che il 2 gennaio scorso hanno approfittato della bellissima giornata di sole per un’uscita in montagna verso il monte Prampa a Villa Minozzo, all’interno di un’area Sic/Zps (Zona di protezione speciale) in cui vige assoluto divieto di passaggio con mezzi a motore. Sfruttando la potenza e l’agilità dei loro veicoli, leggeri e molto adatti anche a irte ripide, hanno percorso il sentiero Cai 623 che porta sino alla sommità del Prampa, proprio di fronte al Prampa, con un panorama strepitoso. Nel loro viaggio sono stati notati da alcuni escursionisti che procedevano a piedi nella stessa direzione e che hanno ritrovato gli “enduristi” proprio in cima al monte.


La segnalazione fatta a Gazzetta e sui social, ha portato ad una indagine da parte dei carabinieri forestali della stazione del Parco nazionale di Ligonchio. Il Prampa non rientra nel perimetro vero e proprio del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, ma è compreso nel Sic-Zps T4030004 “Val d’Ozola, Monte Cusna”, gestito comunque dallo stesso ente. Un vasto perimetro che dal Cusna arriva alla vallata del torrente Ozola a Ligonchio, coinvolgendo quindi i Comuni di Ventasso e di Villa Minozzo. Le verifiche dei forestali hanno portato ad acquisire una serie di immagini pubblicate su Facebook e ad ascoltare alcune presenti.

Grazie alle indicazioni ed agli scatti con i numeri di targa, i militari sono riusciti ad identificare due dei setti motociclisti che componevano il gruppo. Sono due persone residenti in provincia di Modena, cui ora è stata notificata una sanzione amministrativa, con relativa pena pecuniaria, relativa alla violazione dell’articolo 60 della Legge regionale 6 del 2005, il provvedimento che tutela le varie aree Sic, e in cui si esplicita l’assoluto divieto di attività motociclista, con enduro o motocross che si voglia, in queste zone di massima tutela verde. La vicenda non si esaurisce qui, le prove e le testimonianze confermano che altri “enduristi” presenti sul Prampa il 2 gennaio e ora i forestali proseguiranno nella loro attività per cercare di dare un nome anche agli altri cinque soggetti coinvolti, partendo ovviamente dal giro comune di appassionati dei due modenesi multati.

Il provvedimento arriva in un periodo in cui il rapporto fra gli sport a motore e la tutela dell’Appennino è al centro di parecchie discussioni, e di denunce da parte di realtà ambientaliste e di cittadini relative a presenze non autorizzate di moto, sia enduro che cross, di quad e di fuoristrada in punti della collina e della montagna in cui l’accesso non sarebbe consentito. Se non per alcune attività agricole e di sistemazione ben precise, e limitate. Anche dove non vi sono vincoli, è il pensiero di molti, la presenza di motori è comunque un rischio per la tenuta del luogo oltre che per la sicurezza degli escursionisti a piedi. Anche il nutrito fronte di motociclisti e “quadisti” rivendica però la propria presenza e la possibilità di muoversi seguendo le leggi. Il caso del Prampa, a un passo dal Cusna e dal cuore del Parco Nazionale, è ben diverso, perché in questo caso i divieti sono assodati, anche se diventa impossibile presidiare i tantissimi sentieri di un perimetro di crinale sterminato.

Adriano Arati

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