La richiesta di crediti aumenta per le famiglie non nel commercio

REGGIO EMILIA. I finanziamenti bancari alle famiglie reggiane hanno avuto recentemente un’accelerazione per far fronte a crediti immediati e per predisporre impegni con mutui immobiliari. Molti risparmiatori hanno però rinviato ogni decisione facendo lievitare i depositi sui conti correnti.

In questo periodo di pandemia il problema della disponibilità di una abitazione resta comunque in primo piano e l’esigenza è avvertita in modo particolare da chi non può recarsi al lavoro ed è costretto ad operare dal proprio domicilio. Poi c’è il cambio generazionale che spinge molti giovani a cercare un alloggio proprio. Per finire con gli immobili a destinazione commerciale.


Sono fenomeni consueti, ricorda Gabriele Giordani di Espansione Immobiliare che suggerisce, quando si investe nel mattone, di ipotizzare la possibile rivalutazione del bene nel lungo periodo, almeno di 15 anni.

«Chi, come me, non è più un ragazzino – osserva – ricorda certamente i cambiamenti avvenuti a metà degli anni Novanta nel settore commerciale, con la nascita dei primi grossi poli di distribuzione e l’arrivo nei centri storici delle grandi aziende italiane e straniere. In quei giorni si è acceso infatti un forte interesse per gli investimenti immobiliari in negozi collocati in posizioni strategiche, in aree di shopping. Le rese dalle locazioni, al lordo delle tasse e con inquilini sicuri, risultavano del 6-7 per cento. L’approdo dei grandi brand ha cambiato il panorama delle vetrine con il passaggio dagli storici negozi multimarca a conduzione familiare a negozi monomarca con tante nuove insegne lungo le strade. Ora però, da un paio d’anni, i consumi non sono cresciuti e così sono rare le nuove aperture. Si aspetta con pazienza».

L’interesse degli investitori sembra dunque rallentato e gli ingenti capitali lasciati in custodia nelle banche lo testimoniano. Ma c’è chi pensa a ripartire tenendo conto di alcuni suggerimenti che Giordani così sintetizza: «Fattori primari dell’investimento sono la posizione e il contesto in cui si trova l’immobile. Poi si tiene conto di chi lo conduce, della metratura (negozi troppo piccoli sono meno appetibili), del rendimento. Conviene esaminare attentamente molti dettagli e farsi consigliare da un esperto in grado di valutare anche il possibile calo temporaneo dei canoni. Da non trascurare l’assenza della tassazione a cedolare secca del 21% sugli immobili commerciali che è invece vigore nella categoria residenziale. Il mercato risente dunque dei cambiamenti imposti dalla pandemia, ma conviene guardare al futuro e pianificare fin da ora i migliori investimenti immobiliari possibili».

L.V.

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