I sindaci revisori «Non tocca a noi» All’Esecutivo prevale la “autoassoluzione”

Caso Bertinelli, la questione viene rinviata al prossimo Cda anticipato dal 26 al 17 gennaio. Spuntano alcuni malpancisti

Mauro Grasselli

REGGIO EMILIA. Fumata grigia al “conclave” del Consorzio del Parmigiano Reggiano. Ieri il Comitato esecutivo si è riunito per decidere come affrontare la posizione del presidente Nicola Bertinelli, finito nella bufera mediatica dopo un’inchiesta giornalistica della trasmissione tv Report, che ne ha ipotizzato l’incompatibilità della carica perché una piccola parte dei prodotti della sua ditta sarebbe un formaggio “similare” rispetto al Parmigiano Reggiano. Per lo Statuto del Consorzio, tutto ciò è causa di «incompatibilità con la carica di consigliere, e ne determina la decadenza la produzione di prodotti appartenenti alla stessa tipologia merceologica del Parmigiano Reggiano».


Ieri dal Comitato esecutivo era atteso l’affidamento della patata bollente ai tre sindaci revisori del Consorzio: Stefano Prampolini (presidente), Alessandro Picinini e Alessandro Verona. Ma alla fine del dibattito, attorno alle 15.30, non è stata votata alcuna decisione. I tre sindaci hanno espresso pareri non del tutto sovrapponibili: alcune sfumature differenti sono state notate. E pare che nessuno abbia suggerito di tagliare la testa al toro ricorrendo all’articolo 53 dello Statuto, che molto esplicitamente afferma che le controversie relative alla «interpretazione ed attuazione del presente Statuto e dei Regolamenti consortili (...) saranno di esclusiva competenza di un Collegio arbitrale formato da tre arbitri». E che «il Collegio arbitrale verrà nominato su richiesta di una delle parti dal Presidente del Tribunale di Reggio Emilia, cui competerà anche la designazione dell’arbitro con funzione di Presidente».

Ma, a quanto pare, si preferisce lavare i panni in famiglia, senza varcare la soglia del palazzone nero di via Paterlini. Di fatto, è stato convocato il Consiglio di amministrazione del Consorzio per lunedì 17 gennaio, anticipandolo rispetto alla data precedentemente comunicata (26 gennaio). E al momento l’orientamento di massima sarebbe quello di ripartire dal parere già espresso sulla stessa questione dall’avvocato Riccardo Manghi nel 2013; soluzione già proposta da Bertinelli all’indomani di Report durante un Cda informale, ma bocciata da un consigliere mantovano ”perplesso”. Così si era deciso di passa la “patata” ai sindaci revisori. I quali ieri hanno detto di non essere i soggetti titolati a dirimere la questione.

E allora? Allora se ne riparlerà il 17 gennaio. Al punto 2 dell’ordine del giorno del Cda ci sono l’«aggiornamento sul servizio Report Rai3 del 3 gennaio 2022 e valutazioni ai sensi degli articoli 27 e 37 dello Statuto».

Nell’attesa, il microclima è quello che porta alla “autoassoluzione”. A maggior ragione dopo che è circolata la lista di 13 caseifici (Bertinelli più altri 12) che produrrebbero “similari” – le cosiddette forme bianche – oltre a tosone e caciotte. Come dire: così fan tanti (una bella fetta dei consiglieri del Consorzio), se non tutti. In altre parole, si punterebbe a giudicare la questione una semplice tempesta in un bicchiere di latte. Ci sono però i mantovani contrari, e sono spuntati malpancisti reggiani. Insomma, la strada verso il Perdono ai piedi del castello di Canossa è ancora piena di buche. Anche perché pende la spada dell’eventuale ricorso alla giustizia.

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