«I “Delitti acquisiti” al bosco di Baragalla per celebrare la fine della politica»

Installata nell’area verde dal comitato un’opera funebre «Un polmone verde definito in consiglio una discarica»

REGGIO EMILIA. Un timbro che schiaccia l’uomo e la natura, a rappresentare l’epitaffio della politica. È il monumento installato nel Bosco di Baragalla, intitolato “Delitti Acquisiti”. Con quest’opera funebre del Collettivo FX (già noto per il “Bambino nel Carrello” in via Luxemburg) il comitato “Bosco Urbano Baragalla” ha voluto celebrare quella che definisce la morte della politica. «Il Bosco di Baragalla ha un’estensione di circa 27 mila quadrati (40mila fino a 12 anni fa) ed è stato inserito già nel 2014 nel “Sistema Forestale della Regione Emilia Romagna come “Bosco non governato o irregolare di Olmo Campestre”, fino al 2011 era inserito nei cunei verdi. Poi è arrivato un Piano Urbanistico Attuativo – spiegano dal comitato – La politica reggiana, usando le parole del Pd locale, lo ha invece definito “una discarica con topi” in consiglio comunale attraverso Lucia Piacentini e in seguito con l’assessora Bonvicini nella trasmissione Il Graffio».

Il comitato ricorda che negli ultimi otto mesi centinaia di cittadini si sono mobilitati raccogliendo firme per una mozione popolare (bocciata dalla maggioranza che governa la città) e hanno lanciato una petizione in qualità di soci coop al Consiglio di Zona («Già riunitosi a dicembre per ribadire che il progetto edilizio commerciale deve andare avanti, però nessuno ha avuto la premura di comunicarcelo ufficialmente»).


Sono state organizzate iniziative pubbliche nel Bosco, come il set fotografico di Marco Montanari, l’accensione dell’albero di Natale e una campagna di beneficenza tramite la vendita di grafiche il cui ricavato, 400 euro, è stato devoluto al Rifugio Matildico «visto che molti animali selvatici che abitano il bosco stanno morendo e scomparendo». Poi aggiungono: «Così il 2022 vedrà la distruzione di un polmone verde in virtù degli ormai famosi “diritti acquisiti” e la costruzione di un nuovo capannone commerciale da mille metri quadrati, di palazzine, uffici e parcheggi. Tra gli attuatori principali c’è Immobiliare NordEst (l’immobiliare di Coop Alleanza 3.0)».

Secondo il comitato, «più che il finale di questa storia a colpire è il percorso di non ascolto da parte della politica, una città in cui i consiglieri comunali votano su progetti che non conoscono (sia in commissione consiliare che in consiglio non è stata fornita alcuna documentazione sul Pua Ti 2-15 Ti 2-16), dove gli eletti si trasformano in tecnici abdicando al ruolo di indirizzo e visione politica, una città nella quale il telegiornale principale non si occupa del caso quando il Tg3 e il Tg1 mandano in onda servizi sulla battaglia per salvare il Bosco di Baragalla»

Il monumento del Collettivo Fx viene quindi presentato come «un triste omaggio alla politica che vota un documento per “l’emergenza climatica” e non batte ciglio, non tenta nemmeno di mediare, per salvare migliaia di metri quadrati di bosco davanti alla mobilitazione di centinaia di cittadini L’ennesimo giorno triste per Reggio Emilia. Il Comitato Bosco Urbano di Baragalla ringrazia invece i tanti cittadini che si sono spesi per la causa oltre al gruppo politico Reggio Emilia in Comune, il gruppo consiliare Coalizione Civica Reggio Emilia e lo spazio CasaBettola per aver ospitato la realizzazione di “Delitti Acquisiti”».

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