I bimbi dell’asilo puliscono il monumento di San Maurizio

I piccoli di 5 anni della scuola Gulliver al lavoro con gli operai «Mi è piaciuto mettere i fiori a posto perché è giusto così»

Adriano Arati

REGGIO EMILIA. I bimbi della scuola dell’infanzia Gulliver hanno pulito il monumento partigiano di San Maurizio, vandalizzato due volte nel giro di poche settimane. Un doppio gesto avvenuto fra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio che aveva generato la mobilitazione di Istoreco, Anpi, Comune, Patria Socialista e tanti cittadini, fra cui il partigiano Giglio Mazzi. Il Comune ha poi avviato le operazioni di ripulitura del marmo rovinato dalla vernice spray usata in entrambe le occasioni. E anche i più piccini del complesso scolastico a fianco del Mauriziano hanno voluto dare il loro contributo al ripristino del memoriale ai caduti di via Pasteur (il nome della via Emilia in quel tratto in direzione Modena). I bambini della sezione 5 anni della Scuola dell’Infanzia Gulliver, che appunto ha sede a pochi metri dal monumento stesso e le loro maestre Elisa Degani e Rosalba Pennino si sono mobilitati, con pensieri e attività concrete nate dall’osservazione diretta. I piccoli alunni hanno notato quanto fosse accaduto, hanno chiesto di poter intervenire e, quando sono arrivati gli operai incaricati della pulizia delle scritte disegnate da mani ignote, hanno voluto dar loro una mano.


«Ritornati a scuola dopo le vacanze di Natale, i bambini si sono accorti che il Monumento ai Caduti, a San Maurizio collocato davanti al vecchio ingresso della Scuola, era imbrattato di scritte ed i fiori sparpagliati via. E ne abbiamo parlato insieme», raccontano le maestre Elisa e Rosalba. Da qui sono partite le prime riflessioni: «Ci hanno disegnato con le bombolette spray», scrive Diego; «Forse qui prima non c’era la nostra scuola e sono venuti qui a combattere e dopo ci hanno fatto un monumento», aggiunge Cristian; «Adesso ci sono venuti a scrivere per prendere in giro i morti. È brutto già quando muore una persona», è il pensiero di Vanessa; «Possiamo però ripulirlo», fa notare Luca; «Possiamo pulirlo con lo spazzettone, lo straccio e il secchio», gli fa eco Cristian. «Queste riflessioni hanno generato nei bambini e nelle insegnanti il desiderio di sostenere i valori impliciti che il Monumento vuole trasmettere: la memoria, la storia, il rispetto ed il senso civico. I bambini avrebbero voluto ripulire immediatamente il monumento», continuano le insegnanti. L’occasione giunge alla svelta: «Quando, una mattina, dalla finestra vediamo un camioncino parcheggiato davanti al Monumentale e chiediamo agli operai se possiamo dare un piccolo aiuto simbolico nella pulitura. E così i pensieri dei bambini possono essere sostenuti da un atto concreto. Farlo assieme agli amici e insegnanti assume una risonanza maggiore in ognuno di noi». Al termine, due bimbi, Mariam e Diego, hanno realizzato alcuni disegni del monumento imbrattato, e la classe ha analizzato la vicenda: «A me è dispiaciuto quando hanno buttato i fiori dappertutto. Mi è piaciuto mettere i fiori a posto perché è giusto così», scrive Damiano; «Oggi abbiamo pulito il muro dalle scritte con dei pennelli» dice Vanessa; «Mi sono sentito felice a pulire», rivela Luca; «È brutto prendere in giro le persone che hanno combattuto per la città. Non bisogna nemmeno ricordarlo che non si fa, non si fa e basta», fa notare Diego, «È più bello fare amicizia e condividere», sorride Vanessa.

«Crediamo che le parole e le grafiche di questi bambine e bambini di 5 anni siano preziose perché sono loro il nostro futuro, il futuro più bello», concludono le maestre. Come non essere d’accordo?

© RIPRODUZIONE RISERVATA