Caso Saman, il presunto killer estradato in Italia entro 10 giorni

Saman Abbas e accanto lo zio Danish Hasnain

NOVELLARA  La Chambre de l'Instruction della Corte d'Appello di Parigi «ha preso atto» della decisione -  comunicata in aula mercoledì scorso - di Danish Hasnain, zio di Saman, la giovane pachistana uccisa dopo essere scomparsa da Novellara (Reggio Emilia) lo scorso 30 aprile, di «non opporsi» alla sua riconsegna all'Italia.
 
Hasnain è ritenuto l'esecutore materiale del delitto della diciottenne, che si opponeva a un matrimonio combinato. 
 
Secondo la legale di Hasnain, Layla Saidi, l'imputato «è intenzionato a rispondere alle domande che gli saranno poste in Italia». Mercoledì scorso, quando lo zio di Saman Abbas ha comunicato di non opporsi più, come fatto finora, alla sua estradizione in Italia, ha aggiunto che «non c'è più motivo di rimanere qui in Francia», dove non parla francese e «non ha neppure soldi per telefonare» alla moglie in Pakistan.
 
Danish Hasnain, 34 anni, principale accusato della morte di Saman, «precisa di non aver nulla a che vedere» con le accuse che gli vengono mosse, ha aggiunto l'avvocata. Mercoledì scorso, Hasnain aveva aggiunto: «se avessi commesso quello di cui sono accusato sarei fuggito in Pakistan, non in Francia». Il pachistano, su richiesta italiana, fu fermato il 22 settembre in un appartamento in banlieue di Parigi, dove era stato individuato tramite i messaggi che si scambiava sul web con i familiari in Pakistan.