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Reggio Emilia, finiscono all’asta per il fallimento anche quadri del Seicento

Sono gli arredi preziosi del crac dell’immobiliare Bellatrix. Tra questi “Il sacrificio d’Isacco” del veneto Marini.

REGGIO EMILIA. Non solo terreni e fabbricati. Tra le aste indette dall’Istituto Vendite Giudiziarie di Reggio Emilia compare anche l’arte: sei lotti, tra quadri di scuola emiliana e cornici preziose, tra i quali spicca “Il sacrificio d’Isacco” di Antonio Maria Marini di fine Seicento, stimato in 15mila euro e proposto a 7.350 euro.

Le opere derivano dal crac della Bellatrix Acquisizioni Immobiliari Srl, l’ultima di una serie di società fallite in tempi diversi a partire dal 2007. Le vicissitudini di Bellatrix hanno dato luogo a un processo penale – due imputati per bancarotta fraudolenta – che sta seguendo il suo corso. In città la società contava un terreno ad Albinea e due uffici (in via Copernico e in via Lombardia), con arredi di pregio.


«L’alienazione dei beni mobili degli uffici è iniziata l’anno scorso: a maggio e a ottobre 2021 sono state aggiudicati un nudo olio su tela di Pietro Monti e “Il paradiso perduto” di Roberto Fontana – spiega il curatore fallimentare, l’avvocato Franco Stefanelli – Sono soddisfatto perché i primi due sperimenti di vendita hanno avuto un buon riscontro».

Ora tocca al lotto 33, “Il sacrificio d’Isacco” del Marini, pittore vissuto tra Venezia e Padova tra il 1668 e il 1725; alcune sue tele sono sparse per il mondo, una a Baltimora. L’episodio biblico raffigurato nella tela (stimata in 13mila euro) è impreziosito da una cornice francese dorata (152x184 centimetri), stimata in duemila euro. Gli intenditori potranno aggiudicarsi l’opera con una gara competitiva; ma dovranno essere veloci, visto che l’asta online, fissata per il 21 gennaio, sarà a rilancio e durerà appena cinque minuti. «Non è usuale trovare opere d’arte in liquidazione – conclude l’avvocato Stefanelli – Proseguiremo con le altre opere per poi passare ai beni immobili».