Inaugurata “La coccinella” un’apertura in controtendenza

È l’attività di Lilia Casian, aiutata dal marito Fabrizio e dalle figlie Sofia e Arianna Sabato il taglio del nastro. L’assessore Lugli: «La cucina è reggianissima»

CARPINETI. Una “coccinella” piena di cibo nel cuore del paese. Sabato 8 gennaio Carpineti ha festeggiato un evento piuttosto inusuale in questo periodo di chiusure e di sofferenza per le attività economiche: l’apertura di un ristorante-pizzeria. “La coccinella” ha sede nel terrazzamento al piano elevato del complesso commerciale affacciato su piazza della Repubblica, proprio nel centro carpinetano, e dopo il taglio del nastro, alla presenza dell’assessore al commercio Roberto Lugli, ha avviato l’attività già dal fine settimana.

Sarà il classico locale a gestione famigliare, che proporrà sia cucina tradizionale italiana che pizza. A guidare le operazioni è Lilia Casian, cuoca moldava arrivata in Italia anni fa per lavorare come badante e poi trasferitasi nelle cucine di diverse realtà appenniniche. Negli ultimi anni era impegnata in uno dei ristoranti più conosciuti e frequentati della montagna, “La Svolta”, a Marola. Ora l’avventura in proprio assieme al marito Fabrizio Ovi, carpinetano per decenni impegnato come fornaio, e alle figlie Sofia e Arianna, che collaboreranno con la coppia.


«A gestirlo è innanzitutto Lilia, una bella signora di origini moldave arrivata in Italia una quindicina d’anni fa con in tasca un contratto da “badante”, da subito rivelatasi operosa e intraprendente, apprezzata nelle sue varie esperienze professionali. Adesso, in fatto di cucina, dimostra di essere più “reggianissima” che mai», racconta l’assessore Lugli, che si concentra anche sulla proposta gastronomica: «Il menù de “La coccinella” è ben radicato nella tradizione culinaria tipica, e i prodotti scelti con cura per essere messi in pentola sono tutti di origine locale. A partire dal formaggio offerto al buffet di inaugurazione: un buon Parmigiano Reggiano acquistato direttamente in un caseificio carpinetano».

Un bel quadro di famiglia, per l’amministratore, e una scelta coraggiosa fatta da che «in tempo di pandemia hanno accettato una sfida davvero impegnativa, investendo risorse finanziarie e lavoro nella ristorazione: uno dei settori maggiormente colpiti dal covid-19. Anche questa nuova attività contribuisce a rendere ancora più vitale e ospitale la comunità carpinetana».

L’arrivo de “La coccinella” riempie un buco nell’offerta del capoluogo, dove da tempo era assente un ristorante vero e proprio, carenza colmata dalla presenza di alcune pizzerie e di bar attrezzati anche per la gastronomia, oltre che dal locale sul Castello delle Carpinete nei fine settimane.

Un ristorante però mancava. Nei prossimi mesi, oltretutto, potrebbero unirsi anche altre realtà nel settore all’interno di un complesso commerciale in via di costruzione nella zona artigianale di San Prospero.

Adriano Arati

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