Farmacie prese d’assalto a caccia di un tampone

Centinaia in fila per uscire da quarantene e isolamenti, i farmacisti: «Non venite»

Leonardo Grilli

reggio emilia. Gli inviti a non assaltare la diligenza e a pazientare ancora qualche giorno evidentemente non sono bastati.


Ieri mattina la fretta di tornare alla vita normale ha spinto centinaia di reggiani sottoposti a regimi di quarantena e isolamento Covid a presentarsi in massa nelle circa cento farmacie che, fra città e provincia, effettuano tamponi antigenici. Una calca di cittadini che si è aggiunta alla già considerevole mole di persone che praticamente ogni giorno si rivolge ai farmacisti per avere un test rapido necessario ad avere il green pass o, più banalmente, richiedere un farmaco.

Al punto che in alcuni esercizi, come nella farmacia di via Gorizia, le code sono proseguite anche il pomeriggio. «I nostri appelli non sono stati sufficienti – ammette il presidente provinciale di Federfarma, Giuseppe Delfini, spossato dopo un’intensa mattinata di lavoro – e sia io che i miei colleghi siamo stati sommersi dalle telefonare di clienti che chiedevano informazioni. Tanti anche quelli che si sono presentati in farmacia per sottoporsi a un tampone rapido e chiudere così una quarantena o un isolamento. Abbiamo cercato di non mandare indietro nessuno, compatibilmente con le agende che sono già tutte piene. Le urgenze e le pratiche irrimandabili o già prenotate le abbiamo fatte ma a tutti gli altri, invece, è stato chiesto di ritornare quando ci sarà un protocollo definitivo». E l’invito ai reggiani rimane questo: «Portate pazienza, dateci ancora un po’ di tempo. Stiamo finendo di mettere a punto le ultime questioni tecniche con l’azienda sanitaria e i server e i sistemi regionali devono entrare a piano regime».

Di tempo al via ufficiale, tra l’altro, ne manca davvero poco. È infatti attesa per oggi la stesura, l’ufficializzazione e la pubblicazione di un protocollo d’intesa definitivo tra Ausl reggiana e farmacie e che prevederebbe, al suo interno, alcune differenze sostanziali con quanto comunicato venerdì scorso dalla Regione. Novità più importante sarebbe infatti l’esclusione da questo protocollo dei tamponi per uscire dagli isolamenti: chi ha contratto il Covid ed è in attesa di certificare l’avvenuta guarigione potrà continuare a farlo solamente con un tampone molecolare programmato e gestito dall’Ausl.

Le farmacie si affiancheranno al sistema sanitario nazionale, dando una mano a snellire le procedure di tracciamento di competenza dell’azienda, unicamente per le persone in quarantena, ovvero per i contatti stretti asintomatici di un positivo.

Stando alla bozza di testo che dovrebbe essere confermata oggi, saranno quindi solo loro a potersi rivolgere alle farmacie. E lo faranno attraverso una modalità e un percorso differenziato rispetto a chi, invece, ha necessità di prenotare un tampone per altri scopi, come l’ottenimento di un green pass provvisorio. Questa doppia corsia dovrebbe essere utile sia a livello amministrativo, per separare i test di fine quarantena rimborsati dalla regione con gli altri pagati dal singolo cittadino, che a livello pratico per riuscire a dare priorità alle chiusure.

«Sono molto contento che l’Ausl stia collaborando con noi – commenta soddisfatto Andrea Capelli, presidente delle Farmacie comunali riunite – per la creazione di un percorso integrato che vede le farmacie come parte del sistema sanitario nazionale a tutti gli effetti. È la prova che se si ragiona con chi lavora, le soluzioni si riescono sempre a trovare». Riferimento, non troppo velato, all’annuncio prematuro fatto dell’assessore regionale Donini.

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