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Riparati i binari, da oggi ripartono i treni e Fer nomina una commissione d’inchiesta

Per la Dinazzano Po, ha ceduto la massicciata. Per la società che gestisce la rete, la tratta non presentava problemi 

GUASTALLA. La tratta ferroviaria danneggiata dal deragliamento del vagone nel tardo pomeriggio di venerdì 7 a Suzzara è sta riparata. Già da stamattina alle 6.13 dalla stazione di Suzzara parte per Parma il primo treno dopo 3 giorni di stop. I tecnici di Fer hanno lavorato per tutta la giornata di ieri e fino a notte. Il binario spezzato dal vagone è stato saldato.

«Essendo costituito di un materiale rigido – fanno sapere dalla Fer – il binario ha subìto un forte colpo dalla ruota del vagone e si è rotto». Il vagone deragliato è un carro ferroviario tra i più diffusi; nella sua versione più grande, a 4 assi, è lungo circa 20 metri, ha una superficie di carico di 53 metri quadrati, un volume di 135 metri cubi e una portata netta che può arrivare a 50 tonnellate. Di solito i carri ferroviari sono omologati per 100 chilometri orari, con eccezioni per mezzi per le lunghe distanze, omologati a 120. La portata di un carro merci dipende dalla tara e dalla linea cui è abilitato.


A Suzzara il quarto vagone di testa è deragliato per l’uscita dal binario del carrello anteriore. Visto quando avvenuto, sarebbe necessario introdurre tecniche innovative che consentano la tracciabilità della manutenzione dei componenti e la definizione della loro vita utile, oltre a individuare con maggior precisione i ruoli e le responsabilità dei soggetti che gestiscono, utilizzano e manutengono i veicoli ferroviari.

Nel punto dell’incidente sono stati sostituiti circa 6 metri di binario. A lato della massicciata sono state portate numerose traversine che andranno a sostituire quelle danneggiate. Per stabilire esattamente responsabilità e cause, Fer ha nominato una commissione d’inchiesta. Dopo il deragliamento del vagone carico di coils sono state fatte diverse ipotesi: da un lato la Dinazzano Po, società che si occupa del trasporto merci, sostiene che c’è stato un cedimento della massicciata; Fer sostiene invece che la tratta ferroviaria non presentava alcun problema. La commissione d’inchiesta impiegherà qualche giorno per verificare l’accaduto. Intanto, i tecnici Fer hanno istituito un sistema di riduzione della velocità che parte dalla curva all’altezza di via General Cantore, dove il vagone ha iniziato a deragliare, fino al punto in cui il macchinista ha fermato il convoglio di 22 vagoni carichi di coils, destinati alla Padana Tubi di Guastalla. In sostanza la direzione Fer ha deciso, pur di far viaggiare i treni passeggeri e merci, di istituire un limite di velocità di 10 chilometri orari in entrambe le direzioni. I lavori, infatti, non sono ancora terminati del tutto.

Mauro Pinotti

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