Redditi online, latitano giunta e consiglio In Sala Tricolore il paperone è Pedrazzoli

Fra gli assessori solo Rabitti li ha pubblicati. I medici scalzano gli avvocati dalla vetta, ma all’appello mancano 10 consiglieri

Roberto Fontanili

REGGIO EMILIA. Che fine hanno fatto i redditi di giunta e consiglieri? Il sindaco, tutti gli assessori, eccezion fatta per Annalisa Rabitti e 10 consiglieri comunali di maggioranza e opposizione in sala Tricolore non hanno infatti provveduto a comunicare o pubblicare, come prevede la legge entro il 15 dicembre scorso, la propria dichiarazione dei redditi.


Una dimenticanza per la quale rischiano una sanzione che va da 500 a 10mila euro. Si tratta di un terzo dei consiglieri, ma è ancora peggio la situazione in giunta, con la sola Annalisa Rabitti che ha già reso pubblica la propria condizione patrimoniale (pari a 40.537 euro), così come ha fatto il presidente del consiglio comunale, Matteo Iori che ha dichiarato 60.369 euro. Stando a quanto pubblicato sul sito del Comune, oltre al sindaco Luca Vecchi risultano inadempienti gli assessori Carlotta Bonvicini, Raffaella Curioni, Lanfranco De Franco, Daniele Marchi, Alex Pratissoli, Mariafrancesca Sidoli e Nicola Tria.

Tra i consiglieri, invece, all’appello mancano ancora: Matteo Braghiroli, Dario De Lucia, Giuliano Ferrari, Paolo Genta, Fabiana Montanari, Cristian Panarari, Palmina Perri, Alessandro Rinaldi, Roberto Salati e Gianluca Vinci.

Si tratta di un adempimento che gli amministratori pubblici sono tenuti a rispettare in forza di una legge approvata nel 2013 e recepita nel 2015 anche dal Regolamento comunale. Norme che prevedono appunto anche una sanzione amministrativa da 500 a 10mila euro a carico del responsabile della mancata o di incompleta comunicazione delle informazioni e dei dati concernenti la situazione patrimoniale complessiva del titolare dell’amministratore, la titolarità di imprese, le partecipazioni azionarie proprie, eventualmente del coniuge e dei parenti entro il secondo grado, nonché tutti i compensi cui dà diritto l’assunzione della carica.

Una dimenticanza? Un ritardo nella pubblicazione sul sito del Comune? Oppure la convinzione che questa norma ritenuta fondamentale al tempo dell’approvazione (parliamo del governo Monti) sia tramontata e travolta anch’essa dall’arrivo della pandemia? Sta di fatto che un terzo dei consiglieri e la quasi totalità della giunta, a differenza di quanto avvenuto lo scorso anno, non ha adempiuto all’obbligo nei tempi previsti. Rispetto ai redditi lordi finora pubblicati e relativi all’anno 2020, comprensivi dei gettoni di presenza, per la prima volta dopo anni non sono più gli avvocati a guidare la classifica. Al primo posto in sala Tricolore troviamo il medico Claudio Pedrazzoli (Pd) con un reddito dichiarato di 141.941 euro, seguito dall’avvocato Claudio Bassi (Fi) con 130.766 euro. Al terzo posto ancora un medico: Fabrizio Aguzzoli (Coalizione civica) con un reddito di 98.943 euro. Al quarto posto troviamo Lucia Piacentini (Pd) con 84.997 euro, al quinto Stefano Sacchi (Lega) con 72.313 euro e al sesto posto Fausto Castagnetti (Pd) con 70.677 euro, seguito da Cinzia Rubertelli (Ac) con 64.942 euro. È una classifica parziale perché stando ai redditi relativi al 2019 nei primi posti dovrebbero figurare anche l’onorevole Gianluca Vinci (FdI) e l’ex candidato sindaco Roberto Salati (Lega). Il grosso dei consiglieri ha dichiarato redditi che vanno dai 50 ai 20mila euro, mentre in fondo alla classifica troviamo il consigliere Pd Davide Corradi, con un reddito di poco più di 14mila euro. Ma anche in questo caso la fotografia è parziale mancando i dati di alcuni consiglieri che nel 2019 avevano dichiarato redditi di molto inferiori a 10mila euro e composti per la maggior parte dai gettoni di presenza. Così come per gli assessori che nella quasi totalità dei casi nel 2019 avevano dichiarato redditi di poco superiori ai 40mila euro e anche in questo caso dovuti all’indennità di carica.

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