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Ora il Comune corre ai ripari e sul sito spuntano nuovi redditi

Dopo le dimenticanze, online alcune dichiarazioni assenti. Fra gli assessori finora il "paperone" è l’avvocato Nicola Tria

REGGIO EMILIA. Il Comune corre ai ripari, ma ieri mancava ancora all’appello la pubblicazione dei redditi del sindaco, del vicesindaco Alex Pratissoli e dei due assessori Daniele Marchi e Mariafrancesca Sidoli.

Dalla giornata di ieri, infatti, sono consultabili sul sito del Comune, alla sezione Trasparenza, oltre i redditi 2021 di Annalisa Rabitti – che aveva già adempito in precedenza agli obblighi di legge – anche quelli di Carlotta Bonvicini (che ha dichiarato per il 2021 entrate per 41.449 euro), di Raffaella Curioni (che ha dichiarato un importo di 69.065 euro), di Lanfranco De Franco (che ha dichiarato un reddito di 40.537 euro) e di Nicola Tria, (che ha dichiarato un il reddito complessivo di 88.027 euro). Quest’ultimo risulta ad oggi essere il contribuente più abbiente della giunta.


Un ritardo nella pubblicazione che è ben oltre il 15 dicembre, ovvero il termine imposto dalla legge. Il ritardo pare tuttavia non sia imputabile alla volontà dei quattro assessori. Si tratterebbe, da quanto ci è stato riferito da uno degli assessori da ieri in regola con la normativa vigente, di un episodio non imputabile ad una loro dimenticanza nella comunicazione della dichiarazione dei redditi, quanto di un’inadempienza da parte della struttura tecnica o del personale incaricato di aggiornare il sito del Comune.

Una ricostruzione dei fatti avvalorata non solo dalla pubblicazione avvenuta in una sola volta dei redditi di quattro assessori, ma confermata dallo stesso Comune. A questo punto sarà interessante sapere, nel caso in cui il ritardo nella pubblicazione della propria situazione patrimoniale venga sanzionato – come prevede la normativa in vigore, con una ammenda che va dai 500 ai 10mila euro – chi sarà chiamato a pagare l’eventuale cifra.

Una sanzione che potrebbe essere comminata oltre al sindaco Vecchi, al vice sindaco Pratissoli e agli assessori Marchi e Sidoli, anche a una pattuglia eterogenea di consiglieri comunali. Stando ai dati aggiornati a ieri sul sito del Comune a non aver ancora rispettato l’obbligo della legge di pubblicare i propri redditi sono una decina di consiglieri che vanno dal Pd, a Lega e a Fratelli d’Italia. Si tratta di Matteo Braghiroli, Dario De Lucia, Giuliano Ferrari, Paolo Genta, Fabiana Montanari, Cristian Panarari, Palmina Perri, Alessandro Rinaldi, Roberto Salati e Gianluca Vinci.

Gli amministratori pubblici, infatti, sono tenuti a rispettare la legge – approvata nel 2013 e recepita nel 2015 dal Regolamento comunale – in tema di trasparenza. Le norme in vigore prevedono la sanzione in caso di mancata o incompleta comunicazione delle informazioni e dei dati concernenti la situazione patrimoniale complessiva del titolare dell’incarico al momento dell’assunzione in carica, la titolarità di imprese, le partecipazioni azionarie proprie, del coniuge e dei parenti entro il secondo grado, nonché tutti i compensi cui dà diritto l'assunzione della carica. Le norme come detto prevedono inoltre una sanzione amministrativa da 500 a 10mila euro comminata a carico del responsabile della mancata comunicazione. Che nel caso dei quattro assessori, che solo da ieri e non per responsabilità loro hanno visto pubblicati i propri redditi, potrebbe essere addebitata al responsabile del ritardo nella pubblicazione sul sito del Comune.

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