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Caso Saman: lo zio presto in Italia. Le difese in attesa dei provvedimenti della Corte francese

Gherpelli, avvocato di Danish Hasnain: «Non ci vorrà molto». Il cugino Ikram in carcere cambia legale e si affida a Petrelli

NOVELLARA. Non ci si aspetta un’attesa lunga per il rientro di Danish Hasnain dalla Francia all’Italia. Potrebbe accadere già tra un paio di settimane. Domani, 12 gennaio, è previsto il pronunciamento della Chambre de l’Instruction della Corte d’Appello di Parigi sulle modalità della consegna del 34enne alle autorità italiane.

«Penso che non ci vorrà molto – commenta il legale difensore di Hasnain, Lalla Gherpelli –. Tutto dipende dai provvedimenti che assumeranno gli organismi giudiziari francesi. È un iter che deve compiere la Francia. Poi Hasnain sarà accompagnato alla frontiera dove verrà consegnato alle forze dell’ordine italiane». Poi l’avvocato potrà parlare con il suo assistito. Sarà questa la prima volta. Prematuro, dunque, per il legale fare qualsiasi altro tipo di considerazione tantomeno avventurarsi in possibili scenari.


Hasnain è accusato dalla procura reggiana di avere eseguito materialmente l’omicidio della 18enne pakistana Saman Abbas, sua nipote, scomparsa da casa nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio scorsi; delitto, sempre secondo gli inquirenti, orchestrato con l’avallo dei genitori della ragazza, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, rientrati subito dopo in Pakistan dove si trovano tuttora, e la complicità di due cugini di Saman: Ikram Ijaz, in carcere a Reggio dall’11 giugno scorso, e Nomanulhaq Nomanulhaq, ancora latitante. Ma le responsabilità non è escluso possano allargarsi anche ad altri familiari, sia in Italia che in Pakistan.

È probabile che il 34enne, appena rientrato a Reggio, chieda la garanzia di poter comprendere bene l’italiano. Come per Ikram Ijaz, dunque, potrebbe essere nominato un traduttore.

A difendere il cugino della ragazza, 28 anni all’epoca dell’arrestato, avvenuto a maggio scorso a Nimes, in Francia, è ora l’avvocato del Foro di Bologna, Mariagrazia Petrelli, nominato alla fine di agosto.

Anche il legale bolognese, che ha avuto più volte modo di incontrare il suo assistito, non intende, al momento, rilasciare alcuna dichiarazione. Per Ijaz, lo scorso luglio, era stata rifiutata la revoca della misura cautelare in carcere dal collegio del Riesame di Bologna, al quale si erano rivolti gli allora difensori Domenico Noris Bucchi e Luigi Scarcella. Ijaz fino a quel momento ha sempre sostenuto di non sapere nulla della cugina e di essere estraneo alle accuse. Intanto è questione di giorni anche per gli esiti degli esami del Ris, disposti dal pm Laura Galli, su un frammento di osso e alcuni indumenti.

M.F.

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