Reggio Emilia, appello dell'Ausl: «Non andate nelle farmacie per chiudere isolamenti e quarantene» 

Per effettuare i tamponi rapidi in farmacia le agende sono piene da giorni. Natalini: «Lunedì non presentatevi, stiamo lavorando a un piano operativo»

REGGIO EMILIA. La conferenza stampa di venerdì organizzata dalla Regione Emilia-Romagna, che annunciava a partire da lunedì la possibilità di recarsi nelle farmacie ed effettuare i tamponi necessari per uscire dalle quarantene e dagli isolamenti, è stata il classico passo più lungo della gamba. Domani, infatti, non partirà nulla di tutto ciò. Almeno nella nostra provincia.

A confermarlo, ieri mattina, è stata la stessa direttrice sanitaria dell’Ausl provinciale, Nicoletta Natalini, che ha lanciato un vero e proprio appello ai cittadini: «Ad oggi il nostro invito è quello a non recarsi nelle farmacie per richiedere i tamponi rapidi di “chiusura”». Venerdì, a pochi minuti dalle dichiarazioni dell’assessore regionale Donini, le reazioni di Federfarma Reggio e di Fcr erano state furiose: nessuno li aveva avvisati e, di fatto, le farmacie reggiane non erano pronte a partire immediatamente. Poi alle 20.30 dello stesso giorno, si è svolto un lungo e complesso tavolo di confronto con l’Ausl che quantomeno ha permesso di cominciare a ragionare su come realizzare, in pratica, quanto annunciato in teoria dalla Regione.


Ma concretizzare il progetto non sarà affatto facile, visto che si prevede di scaricare sulle farmacie una enorme quantità di tamponi attualmente di competenza dell’azienda sanitaria il cui tracciamento è ingolfato dall’enorme quantità di nuovi contagiati quotidiani. «Con queste nuove indicazioni che discendono dai decreti ministeriali – spiega la Natalini – la collaborazione tra farmacie e sistema sanitario nazionale diventa ancora più fattiva. Le linee guida sono ampie e prevedono tre fattispecie aggiuntive per le quali si può andare dal farmacista e chiedere un tampone antigenico: la chiusura delle quarantene per i contatti stretti, la chiusura degli isolamenti per i Covid positivi e i test agli studenti sottoposti ad autosorveglianza».

Tutte casistiche «importanti», ammette la direttrice, visto che «si parla di migliaia di nuovi positivi tutti i giorni. Per dare un’applicazione locale al regolamento regionale dobbiamo capire dalle farmacia (a loro volta già sotto stress, ndr) quanta forza sono in grado di mettere in campo. Stiamo lavorando duramente e non appena possibile usciremo con delle indicazioni precise per i cittadini ma ad oggi l’invito che facciamo è quello di non recarsi in farmacia per chiedere tamponi di chiusura. Anche perché hanno tutte le agende già piene dai tamponi prenotati in precedenza».

Il rischio che tanto l’Ausl quanto i farmacisti vogliono evitare è quello di ritrovarsi, domani, con centinaia di persone in coda davanti alle farmacie, inferocite perché non possono ottenere un tampone e concludere quarantene e isolamenti. L’impossibilità di rispettare il calendario utopico dettato con troppa fretta dalla regione, tra l’altro, è confermata anche da un aggiornamento informatico necessario per la rendicontazione dei tamponi e che, per forza di cose, richiederà qualche giorno di lavoro.

Cosa accadrà dunque? Quali sono i prossimi passi di Ausl, Federfarma ed Fcr? «Intanto le associazioni di categoria parleranno con le singole farmacie – continua la Natalini – e abbiamo fissato un altro confronto la settimana prossima. In un primo momento, decisa la data di avvio di questa nuova collaborazione, chiederemo ai farmacisti di concentrarsi solamente sulla chiusura delle quarantene. Poi, man mano che le procedure diventeranno più fluide, potremo allargarci anche al resto».