Luci e ombre nel primo week-end di saldi A Reggio gli affari stentano a decollare

Buona affluenza ma negozianti divisi: «Sempre meglio dell’anno scorso quando eravamo costretti alle chiusure»

reggio emilia. Luci e ombre. Può definirsi così il primo fine settimana di saldi a Reggio. Nonostante il centro storico ieri pomeriggio fosse affollato di persone intente a guardare le vetrine, a scrutare gli sconti (fino al 50%) o a studiare il maglione adocchiato da tempo, le file si sono formate soprattutto all’esterno delle grandi catene commerciali. Ma, anche in questo caso, le code sembravano formate più per il limite di ingressi legato alle disposizioni antiassembramento – da tre a un massimo di sei persone per volta – che per la quantità di clienti.

Il giudizio dei commercianti non è univoco: c’è chi vede il bicchiere mezzo pieno, soprattutto pensando all’anno scorso, e chi mezzo vuoto, mentre tutti sono concordi nel definire l’andamento del Natale appena archiviato «superiore alle aspettative».


«L’afflusso? Nella norma, non esaltante – spiega la responsabile di La Mela Boutique di Roberto Taddei, in via Emilia San Pietro – È già qualcosa rispetto all’anno scorso, quando eravamo chiusi e in zona rossa, ma non si può paragonare ai saldi dell’epoca pre-Covid: sarebbe come sparare sulla Croce rossa».

Più ottimista l’indaffarata Roberta Ferraroni, titolare del negozio di abbigliamento “Fermati”, sotto i portici all’angolo con piazza Vittoria. «Oggi (sabato, ndr) sta andando bene, sia per il settore donna sia per quello da uomo. Forse grazie al fatto che offriamo un’ampia fascia che abbraccia tutte le età e un rapporto qualità prezzo al quale il cliente è molto attento».

«Nonostante il momento storico i primi tre giorni sono partiti bene, ma è troppo presto per tirare le somme, si dovrà aspettare i prossimi giorni», sottolinea Marco Merola, titolare di “Casimiro” di Galleria Cavour. «Quel poco che è rimasto dal Natale, che per noi è andato meglio del previsto, è in sconto». Oltre all’abbigliamento i negozi più affollati sono stati anche quelli di giochi per bambini (sempre richiestissimi, anche in assenza di sconti) e quelli di oggettistica per la casa.

«Ma non si può dire che stia andando bene. Niente di che. Si lavora a ritmo ridotto; ormai purtroppo ci siamo abituati», dichiara un’esercente di via Calderini.

Am.P.

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