Un consigliere alza la mano «No al parere dell’avvocato»

Durante il cda Bertinelli ha proposto di affidare a Manghi la valutazione del caso, ma gli  è stato ricordato che lo stesso legale aveva già relazionato

REGGIO EMILIA. Durante il cda informale del Consorzio, convocato in videoconferenza, il presidente Nicola Bertinelli era affiancato dall’avvocato Riccardo Manghi. Bertinelli ha proposto di affidare al legale il compito di valutare la situazione emersa – o, per meglio dire, riemersa, trattandosi di circostanze già note da anni – alla luce dell’inchiesta di Report e all’ipotetica incompatibilità del presidente all’interno del Consorzio in base agli articoli 27 e 37 dello Statuto, secondo i quali «è causa di incompatibilità con la carica di Consigliere e ne determina la decadenza, la produzione di prodotti appartenenti alla stessa tipologia merceologica del Parmigiano Reggiano».

A quel punto, durante il cda informale, uno dei consiglieri “perpressi” ha alzato la mano per affermare che il parere di Manghi è già noto al Consorzio. Il legale è infatti l’autore di un parere, datato 26 marzo 2013, proprio sull’interpretazione degli articoli 27 e 37. Parere che Manghi indirizzò al Comitato esecutivo, al Consiglio di amministrazione e al Collegio sindacale del Consorzio. Secondo quel documento, «lo statuto prevede un solo caso di ineleggibilità e/o decadenza di diritto: quando il consorziato consigliere non fornisce le informazioni richieste, ovvero le fornisce incomplete o non veritiere, o ancora non collabori con el indagini; nulla dice in relazione alla circostanza in esame, che va pertanto risolta alla luce dei principi generali». Inoltre, «lo statuto prevede che, esaurita la fase istruttoria, demandata al Comitato esecutivo, sia il Consiglio a valutare in concreto» se «sussiste o meno l’incompatibilità, la ineleggibilità e/o la decadenza». Sempre secondo il parere dell’avvocato, «non può essere consigliere sezionale, ovvero consigliere di consorzio o ancora membro del consorzio esecutivo chiunque possa essere in conflitto di interessi con il Consorzio stesso perché ricopre i medesimi incarichi in Consorzi di prodotti concorrenti con il Parmigiano Reggiano, o ancora in società che producono o commercializzano prodotti concorrenti, intendendo tutelare in tal modo da un lato la segretezza di documenti, atti, strategie e vicende che riguardano il Consorzio, al fine di evitare che terzi possano trarre ingiusto profitto dall’attività del Consorzio nella fase in cui maturano le decisioni, ovvero, indebitamente, influire sul momento decisionale del Consorzio ostacolando deliberazioni di questi a vantaggio di terzi concorrenti e, dall’altro, la genuinità del processo di formazione della volontà deliberativa di ogni singolo consigliere, che non deve essere influenzata da interessi esterni. Gi articoli 27 e 37 devono pertanto essere interpretati secondo i criteri sopra esposti». Dopo l’intervento del consigliere “perplesso”, la proposta di chiedere un nuovo parere all’avvocato Manghi è stata accantonata: la questione passa ai sindaci revisori.


M.G.

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