La famiglia promuove la cura domiciliare dei malati terminali

È TRA I FONDATORI DELL’ASSOCIAZIONE “In casa si può” 

CASTELNOVO SOTTO. Ilenia Saccani ha affrontato la malattia soprattutto nella propria residenza di Castelnovo Sotto, circondata dall’affetto della famiglia fino al momento della morte, avvenuto martedì tra le mura domestiche. Proprio la famiglia Saccani è stata tra i promotori, 27 anni fa, dell’associazione di volontariato “In casa si può”, che si occupa di assistenza a persone affette da malattie inguaribili. Presidente e coordinatrice dell’associazione è Giovanna Bacchini, madre di Ilenia, mentre il medico Denis Saccani, padre di Ilenia, vi opera come direttore scientifico. «Molti pensano – si legge sul sito dell’associazione – che quando una malattia si aggrava, sia necessario andare all’ospedale o in altre strutture, ma non è così. La propria casa è lo spazio naturale della vita di una persona. Qualunque malato, se debitamente aiutato, preferisce stare a casa propria. Partendo da questo principio, il senso della nostra attività e far si che, in una logica di rete, sia la famiglia del malato a potersi occupare fino alla fine del proprio caro, ma alla famiglia deve essere garantito il necessario supporto per mantenere la miglior qualità di vita possibile senza, soprattutto, sentirsi mai abbandonata e sola». Sono 2mila le persone che hanno ricevuto assistenza dall’associazione. Tra i servizi erogati, gratuitamente, la disponibilità di un medico palliativista che possa monitorare costantemente le condizioni del paziente, l’aiuto da parte dei volontari dell’associazione per le piccole incombenze quotidiane del paziente, supporto psicologico alla famiglia al fine di renderla idonea ad assistere il malato e prepararla al decesso, la creazione di gruppi di mutuo aiuto per l’elaborazione del lutto, corsi di formazione professionalizzanti e eventi informativi rivolti alla cittadinanza. Un impegno di volontariato verso la collettività, quello della famiglia Saccani, nel solco della solidarietà umana corroborata dalla messa a disposizione di professionalità in ambito medico, psicologico e sanitario. L’associazione, affiliata alla Federazione cure palliative, ha sede presso l’ex ospedale Spallanzani in Viale Umberto I a Reggio Emilia. Sul sito dell’associazione (www.avdreggioemilia.org) sono pubblicate le modalità per fare eventuali donazioni: un modo per onorare la memoria della giovane pediatra.

A.C.


© RIPRODUZIONE RISERVATA