«Installate in città già 400. La priorità 2022 è l’Arena»

reggio emilia. «Sono oltre 400 le telecamere installate sul territorio cittadino. E se il 2021 si è chiuso con due installazioni d’urgenza (il percorso ciclopedonale del Crostolo per il maniaco seriale che prendeva di mira le donne intente al footing e la scuola media Dalla Chiesa di via Rivoluzione d’Ottobre per i ripetuti vandalismi, ndr), a mio avviso la priorità del 2022 è l’Arena: visti i tempi di programmazione ci si dovrebbe muovere fin da ora in vista del concerto di Ligabue del 4 giugno». Parola di Stefano Poma, comandante della polizia municipale, che ha seguito da vicino la partita delle telecamere di videosorveglianza.

O meglio le molteplici partite. Perché l’attivazione degli occhi elettronici, spuntati come funghi negli ultimi anni, ha conosciuto nell’ultimo decennio uno sviluppo vertiginoso ma disomogeneo e a macchia di leopardo, dettato dalle necessità contingenti, dalle risorse disponibili, dalle richieste dei comitati di cittadini oppure ai vari progetti dell’amministrazione; il che ha determinato vistose zone scoperte che sorprenderebbero i reggiani, come ad esempio il tratto da piazza Del Monte a piazza Gioberti e ampie porzioni della trafficatissima via Emilia.


I primi occhi elettronici attivati nella nostra città riguardavano le aeree considerate all’epoca a maggior rischio sicurezza o degrado: tra tutte la zona stazione, piazzale Marconi e piazzale Europa, che difatti ancora oggi vantano un monitoraggio capillare e la più alta concentrazione di telecamere, così come la zona del Parco del Popolo e delle strade parallele al teatro Valli, luogo di ritrovo e bivacchi, così come via Roma e Santa Croce. Aeree nelle quali poco è cambiato.

Il bando di appalto del 2016, che ha consentito alle società Spark e Bridge 129 Srl un ammodernamento sistematico delle telecamere esistenti ormai obsolete, ha permesso un aggiornamento del sistema, tuttavia è stato solo uno dei filoni seguiti dall’amministrazione comunale.

Un altro filone portato avanti in parallelo è stato quello dei gruppi di controllo di comunità, organizzazioni spontanee di cittadini che si scambiano informazioni sulla presenza di ladri o truffatori. Su richiesta di questi ultimi la prima giunta Vecchi, a partire dal 2014, ha svolto un grosso lavoro di incontri e di raccolta delle istanze – la maggior parte delle quali riguardavano proprio l’installazione di videosorveglianza – che sta proseguendo tuttora, visti i tempi lunghi dell’iter burocratico. Così sono spuntati gli occhi elettronici soprattutto nelle frazioni, da Rivalta a Massenzatico: la prossima frazione interessata dovrebbe essere Roncocesi. In questo caso si tratta di telecamere stradali particolari, in grado di “leggere” le targhe dei veicoli in transito: strumenti preziosi per le indagini delle forze dell’ordine, che possono monitorare gli ingressi e le uscite da e per la città, ma non decisive sul fronte dell’ordine pubblico poiché non riprendono le persone e gli eventuali crimini.

Am.P.

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