Gli oneri della Cava Castellana vanno a scuola e centro giovani

Si tratta di 230mila euro che sono già stati versati dalla Emiliana Conglomerati L’iter autorizzativo è terminato. Ronzoni: «Risposto alle polemiche con i fatti»

GATTATICO. L’ultimo consiglio comunale del 2021 ha sancito il completamento formale del percorso attuativo riguardante la Cava Castellana. La ditta Emiliana Conglomerati Spa, che in base alla convenzione stipulata con il Comune nell’aprile 2020 è autorizzata alla coltivazione del polo (termine tecnico per stabilire l’avvio dello sfruttamento dell’area estrattiva), ha infatti versato nelle casse comunali oneri estrattivi per 230 mila euro.

Su proposta della giunta Ronzoni e deliberazione unanime del consiglio comunale, è stato stabilito un vincolo di destinazione dei fondi. In particolare, la somma di 200 mila euro andrà a sostenere i costi per la messa in sicurezza della scuola primaria “Maestro Idro Artioli” di Taneto, mentre la restante parte sarà destinata a interventi di manutenzione straordinaria del centro giovani “La Palazzina”.


«Si tratta di un risultato importante e non scontato – ha dichiarato il sindaco, Luca Ronzoni – raggiunto attraverso la collaborazione della Emiliana Conglomerati e degli uffici preposti. Sono state tante, infatti, le variabili in questo anno e mezzo, a partire dal clima di incertezza economica causata dalla pandemia, ma gli ostacoli sono stati tutti superati e il versamento degli oneri è avvenuto nei tempi previsti dalla programmazione, permettendo di destinare immediatamente l’importo a interventi di grande importanza sulle strutture comunali destinate ai servizi educativi, agli scolari e ai ragazzi che rappresentano il futuro della comunità».

«La conclusione del percorso autorizzativo con il versamento degli oneri – aggiunge il sindaco – è anche la dimostrazione che noi le cose le facciamo, rispondiamo alle polemiche e ai fronzoli con operazioni concrete. Abbiamo concluso questa operazione iniziata nel 2002, incassando quanto previsto».

La tanto discussa Cava Castellana, definita nel Piano infraregionale delle attività estrattive (Piae) con la sigla En 105, ancora non è stata aperta, ma vanta già una lunghissima storia. Prevista dal Piano provinciale del 2002, al tempo della presidenza Roberto Ruini, in un percorso ventennale ha ottenuto tutte le autorizzazioni previste dagli enti, che a vario titolo sovrintendono all’area interessata, dall’Autorità della Protezione civile regionale, alla Soprintendenza Archeologica belle arti e paesaggio, dall’Ausl di Reggio all’Arpae, dal Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale all’Aipo e, ovviamente da Provincia di Reggio Emilia, e dai Comuni di Gattatico (territorio su cui insiste) e Sant’Ilario (territorio confinante).

In particolare, i due Comuni hanno stabilito un accordo che ha previsto di destinare parte dei proventi alla realizzazione di ciclopedonali che collegano Sant’Ilario alle località di Ponte Enza e Taneto nel Comune di Gattatico.

L’intervento è già stato completato grazie ad anticipi di cassa e per questo, ora, l’importo versato da Emiliana Conglomerati può essere destinato agli interventi sulla scuola e sul centro giovani.

«Nei mesi scorsi la Cava è stata oggetto di una polemica politica che ha coinvolto i gruppi di opposizione di Gattatico e Sant'Ilario – continua il primo cittadino –. Polemiche che hanno ritardato l’emissione dell’autorizzazione, ma la Provincia ha puntualmente cassato ogni rilievo, in coerenza con i piani strategici previsti».

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