«È pericoloso, deve restare dentro Può ancora picchiare la compagna»

Il gip De Luca mantiene in carcere il 31enne che ha massacrato di pugni la donna per Capodanno

Tiziano Soresina

reggio emilia. Rimane in carcere a Modena il disoccupato 31enne che la notte di Capodanno ha brutalmente picchiato la compagna (oltre quaranta giorni di prognosi per le fratture al viso subite dalla donna presa a pugni) a tal punto di pensare d’averla ammazzata, da qui la disperata telefonata al padre: «Vienimi a prendere, l’ho uccisa».


breve udienza

La misura restrittiva l’ha disposta ieri mattina – in tribunale – il gip Dario De Luca al culmine di un’udienza di convalida dell’arresto (per maltrattamenti e lesioni gravi) non molto lunga, anche alla luce del fatto che l’indagato (collegato in videoconferenza dal carcere) si è avvalso della facoltà di non rispondere.

la decisione

La pm Valentina Salvi – titolare dell’inchiesta – ha chiesto in aula il carcere per il 31enne, mettendo in rilievo le prove raccolte contro l’indagato che definiscono la mancanza di autocontrollo di quest’uomo con diversi precedenti penali e di recente ha pure violato più volte l’obbligo di firma nella caserma di Cavriago, legato al reato di rapina di metà luglio dell’anno scorso (per questo assalto è già stato condannato in primo grado). La richiesta restrittiva avanzata dal magistrato inquirente è stata accolta dal gip De Luca (facendo riferimento ad un’incontenibile pericolosità sociale dell’arrestato che, se rimesso in libertà, potrebbe picchiare nuovamente la compagna) che ha pure convalidato l’arresto. All’uscita dall’udienza l’avvocato difensore Massimiliano Pergetti non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

La coppia ha un figlio di quasi cinque anni e la donna – sentita in ospedale dalla polizia – non ha voluto denunciare il compagno perché probabilmente teme ritorsioni. Agli investigatori ha comunque descritto l’incubo che sta vivendo da tempo, spiegando che anche prima di Capodanno era stata picchiata dal compagno dovendo ricorrere alle cure ospedaliere, per non parlare delle richieste di intervento alle forze dell’ordine.

Alla base del comportamento aggressivo del 31enne vi sarebbe la volontà di imporre il suo volere sulla gestione del figlio, controllando parallelamente la vita della compagna. Botte alla donna anche davanti al bimbo che poi ne aveva parlato alle insegnanti della scuola d’infanzia, il che faceva scattare l’intervento dei servizi sociali. Fra l’altro nell’estate 2021 il compagno era uscito indenne in tribunale dal processo per maltrattamenti e lesioni sempre nei confronti della donna e da quel momento – ha specificato la trentenne – si era sentito forte e impunibile, ricominciando con pugni, umiliazioni, insulti, sputi, strattonamenti, minacce di morte. E lei ha consegnato alcune foto che documentano le violenze subite.

A seguito di questo procedimento la convivenza fra i due si era interrotta, ma lui ha poi ricominciato a frequentare continuativamente l’abitazione dove vivono la compagna e il figlio, adducendo come motivo di voler seguire di persona l’educazione del bambino. Ma questa frequentazione della casa era poi sfociata in ulteriori violenze.

il pianto del figlio

Un altro particolare che lascia sbigottiti emerge dalla terribile notte di Capodanno, perché il pestaggio sarebbe stato innescato da una semplice richiesta della compagna, che voleva solo sapere da lui che fine avesse fatto la bicicletta che gli aveva prestato. Una domanda a cui il compagno rispondeva prendendola con cattiveria a pugni in faccia, una violenza inaudita che faceva perdere temporaneamente i sensi alla donna.

Aggressione avvenuta per di più sotto gli occhi del figlio minorenne che si metteva a piangere, spaventato da tanta ferocia del padre.

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