Nicola Bertinelli nel mirino di Report «Incompatibile per guidare il Consorzio»

Inchiesta della trasmissione televisiva: «Produce un formaggio gemello del Parmigiano Reggiano. Non si può fare»

REGGIO EMILIA. La storia del Parmigiano Reggiano e dei tentativi di imitarne le doti per ottenerne benefici è stata scritta in centinaia di pagine; ora si aggiungono le immagini della tv. In particolare di RaiTre, che ha raccontato l’esistenza di formaggi “similari”. Lo ha fatto lunedì sera il programma Report con una inchiesta della giornalista Rosamaria Aquino, illustrata dal conduttore Sigfrido Ranucci. Le imitazioni non sono certo una novità e in passato c’è chi si è semplicemente affidato a modifiche o storpiature del nome originale. È accaduto ad esempio, in diverse aree del mondo, con il “Parmesan” e con il “Regianito” che venivano così suggeriti come formaggi provenienti proprio dalle terre emiliane. Ora secondo Report siamo invece arrivati al tentativo di ottenere credenziali di affidabilità attraverso le similitudini produttive.


Il programma tv, va precisato, si è occupato in particolare del sistema sanitario digitalizzato, di Amazon e di altri argomenti, ma ha dedicato uno spazio specifico alla difesa dalle imitazioni che gravano sul Grana Padano e, marcatamente, sul Parmigiano Reggiano. A quest’ultimo proposito è stato ricordato che il regolamento di tutela prevede specificamente che il latte prodotto e la sua lavorazione avvengano esclusivamente nei territori delle province di Parma, Reggio, Modena, Bologna sinistra Reno e Mantova destra Po. Ed è sotto questo punto di vista che si è snodata l’inchiesta partita dalla scoperta di ingenti quantitativi di latte proveniente da altre nazioni europee e sbarcati nelle nostre terre. La giornalista ha poi spinto la ricerca all’interno dei caseifici nei quali avviene la trasformazione del latte andando ad individuare gli stabilimenti nei quali il formaggio “similare” prende corpo accanto a quello tipico che – si usa dire – è invece assolutamente inimitabile.

Le telecamere sono andate a Parma, in un negozio sulla cui insegna compare il nome Bertinelli, presidente del Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano oltre che presidente della Coldiretti regionale e vice presidente nazionale. Individuando un formaggio sostanzialmente diverso dal Reggiano originale (anche nel prezzo), ma indicandolo come facilmente riconducibile al re dei formaggi. A parlare è un’addetta del negozio: «Nel Parmigiano va usato il caglio animale, noi invece usiamo il vegetale. Perché il vegetariano non può mangiare Parmigiano», spiega alla giornalista, aggiungendo che «non c’è differenza» per quanto riguarda il gusto.

Parole che spingono la giornalista di Report a cercare risposte proprio da Bertinelli: «Come mai lei che è presidente del Parmigiano produce un gemello del Parmigiano? Il formaggio di filiera, che ce lo consigliano pure… dicono che è la stessa cosa!».

«Allora – la risposta del presidente del Consorzio – si chiama in realtà “Senza” ed è un formaggio… Comunque guardi io devo andare a Rimini, se vuole prendiamo un appuntamento». Ma l’inviata di Report non molla, inseguendo a piedi Bertinelli che è in auto: «Mi faccia capire soltanto questo, non la rende… non la rende incompatibile questo? È proprio lo statuto che lo dice! Presidente!». Bertinelli ha negato.

A questo punto Ranucci si è chiesto se il Ministero dell’Agricoltura farà chiarezza ed ha ricordato i principi sui quali si basa il Consorzio, dove il regolamento precisa che «per lo Statuto del Consorzio di tutela è causa di incompatibilità con la carica di Consigliere e ne determina la decadenza la produzione di prodotti appartenenti alla stessa tipologia merceologica del Parmigiano Reggiano». Commentando in studio l’inchiesta, Ranucci ha spiegato: «Ora, il presidente del Consorzio ci ha scritto che le richieste di intervista che noi gli abbiamo mandato lui non le ha mai ricevute, però insomma il fatto che la sua famiglia produca, la sua azienda di famiglia produca un formaggio similare al Parmigiano Dop lo renderebbe incompatibile con la sua carica di consigliere e dunque anche di presidente del Consorzio».

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