«Gestione approssimativa delle telecamere in piazza»

L’attacco di Anna Fornili dall’opposizione, che firma una nuova interpellanza «Il sindaco scarica la responsabilità sull’Unione, ma la competenza è comunale»

Casina. Tiene banco il mancato funzionamento delle videocamere di sorveglianza nel centro di Casina, diventato scottante dopo la morte di Walter Fornaciari, a causa di una caduta nel centro del paese, per la quale è indagato un minorenne che lo avrebbe spinto.

Sull’argomento aveva presentato un’interpellanza in consiglio comunale, pochi giorni dopo la tragedia, il gruppo consiliare “Casina Futura”, ma la risposta del Comune era stata che a gestire il sistema era l’Unione montana dell’Appennino.


Ora è stata discussa una nuova interpellanza che Anna Fornili, capogruppo di Casina Futura e consigliera dell’Unione, ha presentato all’ente sovracomunale.

«L’Unione montana risponde all’interpellanza sulle telecamere di Casina – spiega la Fornili – affermando che gestione, manutenzione e implementazione del sistema sono in mano al Comune. Così riporta il presidente dell’Unione durante il consiglio del 30 dicembre, rispondendo puntualmente a tutte le domande. A quanto risulta, il sistema di Casina è in fase di ampliamento e non funziona più da agosto 2021, l’Unione non sa per quanto tempo rimarrà inattivo poiché di competenza comunale. Dopo due interpellanze, due Consigli e un accesso agli atti, non riusciamo ancora a dare risposte chiare ai cittadini su quando verrà riattivato il servizio di videosorveglianza».

Prosegue Anna Fornili: «A nostro modo di vedere, siamo davanti a un fatto grave: in consiglio comunale il sindaco ha scaricato totalmente la responsabilità delle telecamere sull’Unione, quando invece è sempre stata in capo al Comune, e ha inoltre dichiarato, a fine novembre, di “non sapere” se il sistema funzionasse, quando risulta che da agosto sia stato interrotto proprio dall’amministrazione. Questo modus operandi “approssimativo” deve essere migliorato: l’amministrazione non può non sapere se è responsabile di un servizio e, ancora più grave, non può non fare delle verifiche interne dopo l’avvenimento di un fatto grave. Sappiamo bene che i problemi legati alle politiche giovanili non si riducono al funzionamento o meno delle telecamere: la minoranza si è fatta avanti per collaborare con la maggioranza al tavolo delle politiche giovanili mediante una mozione ad hoc».

Conclude la capogruppo: «Si apprende da una dichiarazione in Consiglio dell’Unione del sindaco Enrico Bini che Casina e Castelnovo Monti da due anni fanno progetti integrati rivolti ai giovani: benissimo, lavoriamoci insieme. Forse varrebbe la pena di portare questi temi sul tavolo dell’Unione, forse altri Comuni sono interessati ad una più ampia condivisione poiché si nota che sono temi che riguardano tutta la montagna».

Il 46enne Walter Fornaciari è morto il 6 novembre scorso all’ospedale Maggiore di Parma, dove era stato trasportato in elisoccorso una settimana prima, quando era stato trovato privo di sensi in piazza a Casina. Una vicenda poco chiara per gli inquirenti, che hanno subito aperto un’indagine, individuando in un gruppetto di giovani frequentanti la zona gli unici testimoni dell’accaduto.

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