«Dopo l’assoluzione dai maltrattamenti lui si sentiva forte e di nuovo giù botte»

Il racconto-shock della donna massacrata dal compagno I pugni a Capodanno: «Gli avevo solo chiesto della bici»

Tiziano Soresina

reggio emilia. Per guarire dalle fratture al volto avrà bisogno di oltre quaranta giorni – come certificano i medici che l’hanno in cura al Santa Maria Nuova dove è ricoverata – la trentenne che nella notte di Capodanno è stata brutalmente picchiata dal compagno (un disoccupato di 31 anni) che pensava di averla ammazzata e si era disperatamente rivolto telefonicamente al padre: «Vienimi a prendere, l’ho uccisa».


Violenze non nuove in quell’abitazione del centro città, in quanto la donna in ospedale ha raccontato ai poliziotti un aspetto agghiacciante: nell’estate 2021 il 31enne era uscito indenne in tribunale dal processo per maltrattamenti e lesioni sempre nei confronti della compagna e da quel momento si era sentito forte e impunibile, ricominciando con pugni, umiliazioni, insulti, sputi, strattonamenti, minacce di morte.

E la trentenne ha consegnato alcune foto che documentano le violenze subite. Una ricostruzione ritenuta credibile dalla pm Valentina Salvi che accusa di maltrattamenti l’arrestato.

Un altro particolare che lascia sbigottiti emerge dalla terribile notte di Capodanno, perché il pestaggio sarebbe stato innescato da una semplice richiesta della compagna, che voleva solo sapere da lui che fine avesse fatto la bicicletta che gli aveva prestato. Una domanda a cui il compagno rispondeva prendendola con cattiveria a pugni in faccia, una violenza inaudita che faceva perdere temporaneamente i sensi alla donna.

Un’aggressione avvenuta per di più sotto gli occhi del figlio minorenne che si metteva a piangere, spaventato da tanta ferocia del padre.

Il disoccupato ha pesanti precedenti penali.

Su di lui pesano due condanne non ancora definitive, sempre per atti violenti. Quattro anni e due mesi di reclusione per una rapina a Masone (commessa il 15 luglio 2021), ma anche 2 anni e 4 mesi di carcere per una sfilza di reati (tentata estorsione aggravata, lesioni aggravate, violenza privata) commessi a Zurco in cui erano volati pugni e schiaffi nei confronti di un giovane e c’era stato persino lo speronamento di un’auto la notte del 2 aprile 2020, per un debito di 80 euro.

E di recente ha pure violato più volte l’obbligo di firma nella caserma di Cavriago , legato al reato di rapina di metà luglio dell’anno scorso.

Questa mattina il 31enne (difeso dall’avvocato Massimiliano Pergetti) affronterà l’udienza di convalida dell’arresto davanti al gip Dario De Luca. Presumibilmente l’arrestato si collegherà con l’aula del tribunale reggiano via web dal carcere di Modena dove è rinchiuso.

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