Luigi Spagna, eclettico naif che realizza opere d’arte usando le lattine dell’olio

L’84enne è un personaggio riservato e sospettoso. La sua casa è un museo  pieno di installazioni e sculture. Il sindaco: «Non conoscevo la sua vena artistica»

GUALTIERI. Quando la fantasia è senza tempo e non ha limiti. È il caso dell’ultraottantenne Luigi Spagna, che abita a Gualtieri in via don Anselmo Mori e che utilizza le lattine dell’olio per realizzare opere d’arte. Non solo. L’anziano è molto bravo ad incidere sassi e tronchi di ulivo, da cui ha ricavato piccole statue somiglianti ai “Moai” dell’Isola di Pasqua, le famose figure umane scolpite nella roccia vulcanica.

Luigi ha anche realizzato su lastre di lamiera opere raffiguranti il Sole e la Luna, di pregevole fattura, dove la stella rappresenta l’energia maschile assieme alla luce e al calore; invece, il satellite rappresenta il mistero tipicamente femminile e la creazione. Una sorta di fusione di due mondi che danno vita a una nuova armonia. Per le sue creazioni, l’84enne ha ricevuto una menzione alla XXIII edizione di “Piante e animali perduti” che si è svolta a fine settembre 2019 a Guastalla. La sua casa è piena di opere d’arte: un piccolo museo costellato di installazioni con un mix di animali, tra cui cavalli e uccelli, ventole ed uncini che somigliano a manici di ombrello.


Ci sono anche omini in ferro, con tanto di cappello, che rappresentano il mondo contadino. In cortile, poi, ha realizzato una girandola munita di un motorino elettrico alimentato da un trasformatore a 12 volt.

È molto geloso delle sue crazioni, di cui ha una stanza piena, posta al piano di sopra. Da una di queste finestre spicca una sorta di rosario con un cartello recante la scritta “Chiedo aiuto a gente onesta subito”. Luigi Spagna è un tipo molto riservato, non facilmente avvicinabile dagli sconosciuti. La sua mente è spesso avvolta da strani pensieri: non ha molta fiducia della gente che lo circonda, perché pensa che lo voglia “spiare” o “controllare”. Addirittura, sospetta che “ignoti” si siano impossessati di alcuni suoi lavori, ma non ha presentato denunce ai carabinieri o alla polizia locale.

Quando l’abbiamo incontrato, ha voluto raccontare la sua storia, fuori casa, passeggiando su una ciclabile nei pressi di via don Mori. E quando incrociavamo altre persone, lui si zittiva o abbassava la voce, per paura che qualcuno sentisse ciò di cui voleva parlare.

Afferma che nella sua vita sono accadute cose particolari, come se qualcuno avesse complottato contro di lui o contro la sua famiglia. Ma questi fatti sono rimasti solo sospetti, e senza l’ausilio di alcuna prova. Resta comunque un uomo che ha vissuto un periodo decisamente tribolato, che gli è costato la seperazione dalla moglie e vari problemi di carattere economico. Ha una figlia che abita a Guastalla.

«Sono stato spesso invitato dal signor Luigi a casa sua perché voleva parlarmi di alcuni fatti privati – spiega il sindaco Renzo Bergamini – È anche venuto in municipio per esporre alcuni suoi disagi, di cui però non ho avuto riscontro. Devo ammettere che non conoscevo la sua vena artistica di trasformare lattine d’olio in opere d’arte».

Luigi è un personaggio eclettico, caratteriale. Per certi versi ricorda Ligabue: un artista che realizza ciò che vede, che ricorda o che immagina, e che a volte sembra avere un rapporto diverso con la realtà che lo corconda. Gli antichi dicevano «Nullum magnum ingenium sine mixtura dementiae fuit», ovvero, non esiste grande genio senza un pizzico di follia.


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