Costruisce su un acero l’albero genealogico della famiglia dal 1575

È l’impresa-opera dell’ex assessore Renzo Pacchiarini Il documento più antico risale a quasi cinque secoli fa

Boretto. Il proprio albero genealogico realizzato... su un albero. È l’idea che ha messo in pratica il borettese Renzo Pacchiarini – da anni impegnato nel mondo del volontariato, in particolare nella valorizzazione della cipolla borettana, nonché ex assessore – dopo anni di ricerche sulle origini della propria famiglia, ricostruite sino alla metà del 1500.

Una passione per la genealogia, la sua, che lo ha portato a scartabellare gli archivi parrocchiali della Bassa e, nel tempo, ad accumulare una serie infinita di contatti in Sud America (in particolare Brasile e Argentina) dove vivono discendenti della sua famiglia. L’albero in questione si trova sotto il portico della sua casa a San Rocco, come “biglietto da visita” per gli ospiti.


«Ho avuto la fortuna – racconta – di trovare uno splendido esemplare di acero campestre essiccato, un “òpi”, come lo chiamavano i nostri vecchi. L’ho sradicato e poi trattato, e con l’utilizzo del laser ho trasposto sul legno le scritte dell’albero genealogico». Pacchiarini è riuscito a ricostruire le origini della propria famiglia di quasi cinque secoli, con un salto all’indietro di ben 14 generazioni.

Il primo documento cartaceo rinvenuto risale al 1575: è quello che testimonia il matrimonio tra il proprio avo Giovanni Pacchiarini e la moglie Antonia. È infatti in quegli anni, grazie al Concilio di Trento, che le parrocchie diventarono archivio dei documenti di matrimoni e battesimi. Dal 1860 (anno dell’indipendenza di Boretto da Brescello) possiede tutti i documenti inerenti la sua famiglia. Da Giovanni in poi, Pacchiarini ha proseguito nel ricostruire la propria “linea” di discendenza – per forza di cose maschile – per arrivare sino a Davide, suo figlio.

«Devo ringraziare l’amico Vincenzo Guerra di Correggio – aggiunge – ricercatore incallito che ha svolto buona parte della ricerca. Ho potuto constatare che la storia della mia famiglia in questi secoli si è sviluppata tra Gualtieri, Santa Vittoria e Boretto, con alcuni emigrati anche nell’Agro Pontino».

L’albero non è che una parte del frutto delle ricerche di Pacchiarini, che nella sua indagine ha trovato ben 1.133 persone riconducibili alla sua famiglia, tra cui 421 con il suo cognome.

Andrea Vaccari

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